La perfezione armonica delle creature

La vita di Ildegarda di Bingen

La perfezione armonica delle creature

Fin da bambina ebbe visioni ispirate dal divino e, pur controcorrente e anticonformista, fu appoggiata e riconosciuta dalla Chiesa. Era filosofa e scienziata, scrittrice, drammaturga, poetessa, musicista e compositrice, guaritrice, naturalista: aveva una visione olistica e cosmologica della guarigione, curava con le erbe, le pietre, gli elementi naturali

Ildegarda.dBIldegarda di Bingen nasce nel 1098 a Bermersheim, decima ed ultima figlia del nobile Ildelberto di Bermersheim e di sua moglie Matilda. Fin da bambina si rivela una creatura sensibile e di salute cagionevole. E come ricorderà nella sua opera Scivias, fin da piccola sperimenterà nel suo intimo, la forza e il mistero di “occulte e misteriose facoltà visive.”
Ha solo otto anni, quando viene condotta dai genitori nel monastero benedettino di Disibodenberg. Allora, era consuetudine destinare le figlie in sovraccarico presso qualche ordine monastico.

Il dono delle visioni, accettate dal Papa
Nel 1150 Ildegarda, dopo il trasferimento della comunità presso il monastero di Rupertsberg a Bingen, si dedicherà esclusivamente a riordinare l’imponente massa eterogenea delle informazioni e delle visioni da lei accolte come un dono, dovuto alla volontà divina. E propria tale volontà le permetterà di comunicare e di non tacere, disobbedendo all’ordine paolino che imponeva alle donne di non occuparsi dei problemi relativi alla teologia.
Grazie alla protezione di Bernardo di Chiaravalle e il sostegno del Papa Eugenio III, Ildegarda libererà la voce delle sue visioni, dal dubbio che la tormentava riguardo alla loro provenienza. Bernardo di Chiaravalle la rassicurerà sul fatto che le visioni provengono da Dio e da Dio soltanto. Per questo è necessario che ne riveli il disegno al resto del mondo.

san Bernardo di Chiaravalle.

San Bernardo di Chiaravalle.

Apprendiamo da una lettera da lei indirizzata a Gilberto di Gembloux che a 42 anni e 7 mesi “si manifestò una luce ignea abbagliante, che venendo dal cielo che si era aperto, infiammò completamente il mio cervello e come una fiamma che non brucia ma riscalda dette fuoco completamente al mio cuore e al mio petto. E immediatamente diventai sapiente nell’interpretazione dei libri sacri, cioè il Salterio, il Vangelo e gli altri volumi dell’Antico e del Nuovo Testamento… Ma io benché vedessi e udissi queste cose, tuttavia per l’incertezza, le opinioni sbagliate, i diversi discorsi degli uomini, non comunque per ostinazione, ma per umiltà, mi rifiutavo di scrivere, finché non caddi a letto malata, abbattuta dal castigo divino”.
I suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue, analizzati e divulgati nel tempo. Ma Santa e Dottore della Chiesa, sarà dichiarata soltanto il 7 ottobre del 2012 grazie alla volontà di Ratzinger, che a Ildegarda ha dedicato l’appellativo di “genio scientifico e letterario”.

Santa e dottore della Chiesa solo nel 2012
Nel suo testo Scivias, la Parola, incarnata per opera dello Spirito Santo, nutre l’uomo attraverso la viriditas, cioè il principio fondante e vitale che incarna ogni creatura perché compia in se stesso il senso ultimo della creazione, a cui dedica intense immagini: “O viriditas nobilissima, che hai radici nel sole, e in candida serenità riluci nella ruota che nessuna altezza terrena contiene, tu sei circondata dall’amplesso dei divini misteri. Risplendi come la rossa aurora e ardi come la fiamma del sole”.
Nel Liber Divinorum Operum tutto diventa dinamismo fecondo. L’incarnazione di Cristo, rappresenta quella fusione di anima e corpo come erano prima della caduta.
Ildegarda su vetroIldegarda cagionevole di salute e fragile creatura, come lei ama definirsi, maturerà sempre più la sua virilità spirituale, con il trascorrere degli anni. Parteciperà agli eventi storici in una fitta rete di corrispondenze con vescovi, sacerdoti, badesse e regine. La vera religiosa deve essere virile ed agire come un cavaliere. Famosa la sua lettera a Federico Barbarossa, dove il sovrano viene messo in guardia contro la tirannia dell’orgoglio e del potere.
Ildegarda otterrà una forte indipendenza economica, grazie all’aiuto della marchesa Von Stade e all’autorevolezza della propria personalità affermatasi attraverso i suoi testi, le sue predicazioni, importante quella di Treviri in cui si scaglia contro la corruzione della Chiesa, dei nobili e dei sovrani.
D’Ildegarda di Bingen, purtroppo si è fatto grande uso ed abuso all’interno di quella pseudo cultura new age, che spesso sconfinando tra il misterico e l’esoterico non tiene conto dei cardini fondanti della Visione stessa Ildegardiana.

L'origine spirituale delle malattie
Con Ildegarda non possiamo ignorare l’origine spirituale delle malattie. Ma il corpo è guarito dallo Spirito Santo che è sanante e paraclito “suggeritore” delle “giuste vie”. Di quei percorsi di guarigione attraverso gli stati d’animo, “affectus animi” che governano il funzionamento armonico di organi, umori e azioni. La salute è una giornaliera conquista. Specchio di armonia e di equilibrio tra l’essere umano e il creatore. “Coloro che hanno fede in Dio, onoreranno anche la stabilità del mondo: le orbite del Sole e della Luna, i venti e l’aria, la terra e l’acqua… Non abbiamo un altro punto d’appoggio che ci sostenga. Se rinunciamo a questo mondo, saremo distrutti dai demoni e privati della protezione degli angeli... Queste medicine sono indicate da Dio e permettono all’uomo o di guarire oppure di morire; forse Dio non vuole che l’uomo guarisca”.
Massima.salute
Cause e sintomi dunque hanno lo stesso significato, ma la vera guarigione avviene su livelli differenti, grazie all’immanenza divina e alle forze curative presenti nella natura. “Nell’intera creazione, negli alberi, nelle erbe, nelle piante, negli animali, negli uccelli e anche nelle pietre nobili, vi sono forze terapeutiche nascoste, che non si possono conoscere senza la rivelazione di Dio!”
Nel suo testo Causae et Curae vengono trattate cinquanta malattie, le cause in base alle costituzioni e agli errati stili di vita e le relative cure. Physica contiene oltre duemila rimedi terapeutici estratti dagli alberi, animali, piante, pietre preziose, uccelli e pesci. L’estrazione dei rimedi, dai diversi regni della natura, precorre i tempi anche nei principi e nei fondamenti dell’omeopatia stessa.
Ildegarda può tornare ad essere il simbolo di una medicina naturale che tenga conto delle radici cristiane, nella pratica dei rimedi e delle tecniche di cura e di guarigione derivanti dalla medicina tradizionale mediterranea. Nel rispetto antropologico delle grandi sistemi terapeutici sciamanici più vicini a noi.
Ildegarda non può essere separata dalle radici del vecchio e nuovo testamento, su cui si fonda la sua medicina e la sua antropologia. “O uomo, guarda l’uomo: egli contiene in sé il cielo e le altre creature; è una forma e in lui tutte le cose sono implicite”. E ancora: “L’uomo splendore di bellezza e di luce... Poiché da sempre, fin dall'eternità, era chiaro che Dio voleva veder creata la sua opera personale, l'uomo, e quando ebbe realizzato tale opera, a lei consegnò tutte le creature, affinché, servendosi di loro, anche l'uomo compisse le proprie opere, così come a sua volta Dio stesso aveva creato la sua opera, appunto l'uomo".

Uomo e donna, esseri complementari
Nei suoi scritti, la complementarità tra uomo e donna sarà sempre accentuata dal saper descrivere le sottigliezze psicologiche e costituzionali delle creature. E soprattutto sarà veramente rivoluzionaria nel descrivere la vocazione femminile alla felicità. Scrive in Scivias che “a differenza dell’uomo che ha fianchi stretti, la donna è aperta al mondo e può essere percorsa dallo spirito dell’aria che nelle ore d’amore è un vento buono che scende fino alle reni scalda il sangue e risveglia la felicità”.

Miniatura dal Liber divinorum operum di Ildegarda di Bingen, XII secolo (Biblioteca statale di Lucca).

Miniatura dal Liber divinorum operum di Ildegarda  (Biblioteca statale di Lucca).

La felicità e la salute cono conseguibili attraverso la Grazia e lo sforzo incessante che l’uomo deve compiere sempre, per non incorrere nei pericoli che ne ostacolerebbero la redenzione finale.
Nel libro de I Meriti di vita scritto tra il 1158 e il 1163, Ildegarda racconta attraverso i simboli di un vero e proprio bestiario tipico dell’immaginario medievale, le personificazioni dei 35 vizi e altrettanto virtù fra cui l’uomo deve continuamente operare scelte etiche consapevoli.
La discretio benedettina, su cui si fonda la visione antropologica di Ildegarda di Bingen, relativa anche alla cura del corpo e dello spirito, è tutt’altra cosa dalla concezione post moderna di un corpo incorruttibile a cui aspira l’effimera pratica della chirurgia estetica. Prendersi cura di sé significa legarsi alla cura del prossimo e del territorio, in un’inestricabile fitta rete intersoggettiva che ci lega a tutte le creature. Subtilitates le chiama Ildegarda, non res, ma creature sottili, siano essi metalli, rettili, conchiglie, alberi, fiori, gemme, piante, semi, pesci, insetti, elementi dell’etere, minerali e rocce. Per questo Ildegarda ci apre le vie ad una vera e propria visione cosmologica della guarigione.
Muore il 17 settembre 1179 a Bingen. Le sue reliquie si trovano oggi nella cappella del priorato di Eibingen dove ancora si respira un fortissimo culto popolare e il mistero della sua presenza.

(1a puntata-continua)