Isgrò, il mondo cancellato

ISGRO-Cancellazione del debito pubblico, 2011
Isgrò: “Cancellazione del debito pubblico”, 2011.

A Palazzo Reale oltre 200 opere rappresentano il corpus storico del suo percorso artistico, organizzato per blocchi di lavori. Una parte è dedicata al tema dell’identità, a partire dai famosi Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971) e L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, artisti, scrittori, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, cittadini (1971), fino al più recente Dichiaro di essere Emilio Isgrò (2008).

Il rapporto tra la parola e l’immagine
La sezione che indaga il rapporto tra la parola e l’immagine mostra un procedere affine alla poesia visiva, di cui Isgrò è stato uno dei massimi esponenti, in cui l’autore cancella l’una e l’altra, per opporsi al loro abuso con spirito critico e ironico.

Isgrò: "Trittico della Rivoluzione", 1973.
Isgrò: “Trittico della Rivoluzione”, 1973.

Come in Jaqueline (indicata dalla freccia) si china sul marito morente (1965), in cui una freccia che indica la collocazione invisibile dell’immagine sottratta alla vista, ma dichiarata. O il divertente Trittico della Rivoluzione culturale (1973), in cui la presenza dei protagonisti storici della Rivoluzione cinese è evocata sotto una stesura uniforme di colore giallo: Chou En-lai (a destra) sorride nel giallo vestito di giallo. Mao Tse-tung (al centro) si desta nel giallo vestito di giallo. Lin Piao (a sinistra) muore nel giallo vestito di giallo (1973). Una modalità originale e unica che rivela il senso nel paradosso fulminante.

Le installazioni più famose

ISGRO-L'occhio di Alessandro Manzoni, 2016
Isgrò: “L’occhio di Alessandro Manzoni”, 2016.

Infine nelle sezione dedicata alle installazioni sono state ricostruite alcune tra le opere più famose, tra cui: Installazione-partitura per 15 pianoforti, immersa nella penombra rischiarata da luci puntate sulle note volanti dei fogli bianchi delle partiture (1979); L’ora italiana, in cui una serie di 20 orologi scandisce il tempo di un’Italia a diversi livelli e velocità (1985), Guglielmo Tell, presentato alla Biennale di Venezia del 1993 a L’oro della Mirandola. Cancellature per Giovanni Pico (vedi Karmanews, articolo di gennaio 2015).
Alla ‘Casa del Manzoni’ Isgrò è intervenuto su 25 volumi (+10) dei Promessi Sposi con una grande installazione e alle ‘Gallerie d’Italia’ ne L’occhio di Alessandro Manzoni l’artista cancella il famoso ritratto di Hayez.
Su tutto emerge la cifra della cancellatura: cancellatura della parola e dell’immagine che nell’atto di cancellare ne evidenzia e recupera il senso e il valore etico, come nel recente Cancellazione del debito pubblico (2011). Un procedere che offre al visitatore “il divertimento e il piacere della conoscenza che” dice Isgrò “sono gli elementi che avvicinano all’arte. L’arte che fa soffrire non mi interessa. L’arte, anche quando parla dei problemi gravi, deve creare leggerezza”.

Per saperne di più:
Vedi anche: Isgrò, i colori della sapienza

Renata Pompas
Dopo essersi laureata a pieni voti all’Accademia di Belle Arti di Brera (MI), si è specializzata nei settori: Colore, Textile Design, Fiber Art. E’ stata tra le fondatrici dello Studio di textile design BLU5, lavorando per prestigiose aziende. Attiva a livello internazionale, ha presentato i suoi lavori in tutto il mondo: Europa, Argentina, Australia, Brasile, Cile, Cina, Sud Africa, Tailandia, Taiwan, Messico. E’ stata Direttore del corso Digita Textile Design AFOL-Moda, ha tenuto lezioni in Università e Accademie in Italia e all’estero. E’ membro di giuria di diversi concorsi internazionali. E’ membro di prestigiose associazioni internazionali. Tra i fondatori del Gruppo del Colore-Associazione Italiana Colore, è nel Consiglio di Presidenza e nel Comitato Scientifico. Giornalista pubblicista, è iscritta all’Ordine Nazionale dal 1991. Saggista, ha pubblicato diversi libri e centinaia di articoli specializzati. Sito web: www.color-and-colors.it