A piedi nudi sul lago

Visione.dall.alto.tratta.dal.sito.ufficiale(1)Raggiungere a piedi un’isola, anzi due: questa è l’insolita esperienza che l’artista americano di origini bulgare Christo ha consentito di vivere a migliaia di persone che si sono messe in coda per camminare sulle acque del lago d’Iseo sorretti dagli ormai famosi Floating Piers.
L’affluenza si è rivelata molto superiore alle aspettative, con punte di 200mila visitatori nei giorni festivi e circa 80mila in quelli feriali, il che ha creato qualche disagio, ma come resistere alla tentazione? Tre km di passerelle collegano per pochi giorni il paese di Sulzano con Montisola e l’Isola di San Paolo grazie a una struttura costituita da 200mila mq di elementi cubici in polietilene ad alta densità appositamente concepita per far provare sensazioni inedite, uniche e irripetibili.

Il.tratto.Sulzano.Montisola.con.Sulzano.sullo.sfondoSui Floating Piers si dondola, si galleggia, ma è molto diverso rispetto allo stare in piedi su una barca in navigazione perché questa ha il fondo rigido, mentre la struttura dei Floating Piers è completamente snodata, al punto da dare l’impressione di essere viva: è come camminare sul dorso di una gigantesca creatura marina parzialmente emersa dalle acque alla quale puoi contare le vertebre e le costole che si presti temporaneamente a farsi percorrere da frotte di volonterosi camminatori.
Il colore del tessuto che ricopre sia i pontili che 2,5 km di strada viene ufficialmente definito “giallo dalia Sfumature.cromatiche.dei.Floating.Pierscangiante” e ha un effetto magnetico per lo sguardo. Le sue variazioni cromatiche, che vanno dall’arancione delle zone bagnate al giallo oro sotto il sole a picco, vengono enfatizzate dal contrasto con il blu del lago e dalle fitte “grinze” che lo delineano trasversalmente lungo tutto il suo sviluppo. Viste in prospettiva longitudinale, queste grinze richiamano alla mente certi disegni che il vento modella sulle distese sabbiose delle zone desertiche.

  • Al di sotto del tessuto, 70mila mq di feltro ricoprono i pontili e le strade, così che i piedi camminando affondano leggermente in questo sottile strato soffice, un ulteriore dettaglio che rende l’incedere piacevole poiché il passo risulta leggero e il peso del corpo come ammortizzato. Solo una minoranza dei visitatori però segue le indicazioni dell’artista di percorrere i Floating Piers a piedi scalzi.

Le passerelle fluttuano seguendo il movimento delle onde e il respiro del lago. Percorrendole si percepisce una ventilazione più intensa di quella che c’è sulla terra ferma, il che procura un apprezzato sollievo dal caldo estivo.
Sulle.passerelle.come.in.spiaggiaI bordi dei Floating Piers degradano nel lago in seguito al riempimento di acqua degli elementi esterni, così che le onde ne bagnano in continuazione i margini, creando un vacanziero effetto spiaggia con tanto di turisti che si soffermano a contemplare l’orizzonte, come si fa in riva al mare.
La larghezza delle passerelle (16 m) consente generalmente il deflusso della gente in maniera tranquilla e ordinata. Nei momenti in cui la folla si dirada non è difficile poter vedere distintamente le passerelle che fanno la “ola”, anche se si tratta di una ola delicata, non destabilizzante per i camminatori.
Quello che regalano i Floating Piers è un contatto unico e intenso con gli elementi: come ha dichiarato l’artista stesso infatti, l’acqua, il vento, il sole fanno tutti parte integrante del progetto. Per questo motivo è impossibile apprezzare pienamente l’opera limitandosi a vederla dall’alto.

Lucia Carleschi
Giornalista professionista dal 1992, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato a lungo nella stampa tecnica specializzata e ora è freelance appassionata di temi relativi alla salute, con particolare riguardo al campo dell'alimentazione.