La saggezza dei sogni

luna.pienaChi ricorda i suoi sogni? E quante volte ci è capitato di ascoltare una persona raccontare ciò che aveva sognato? “Sogno e realtà sono due vasi comunicanti”, dichiarava il surrealista André Breton, ponendo l’accento su uno dei misteri più affascinanti del vivere. Viaggiare nella dimensione onirica è avvincente. Ci apre ad una vita intensa, ricca di stimoli, di meraviglie e di possibilità inesplorate nello stato di veglia. Ci rivela chi siamo, con il bagaglio delle nostre vulnerabilità e delle grandi risorse. In altri termini ci insegna a credere nel nostro tesoro, a stare bene con noi stessi e con il prossimo. Quando prendiamo confidenza con i sogni, essi diventano uno strumento potente di auto-conoscenza e un mezzo efficace per scoprire che anche la quotidianità è un sogno da interpretare…
Il sogno è dominio della nostra parte analogica, quella energia femminile in noi che spesso trascuriamo o verso cui mostriamo una certa diffidenza, perché ci costringe a fare i conti con una realtà sottile ed energetica, piuttosto denigrata dal nostro lato maschile-razionale che tende a dare valore solo a ciò che è tangibile. Eppure l’intelligenza emotiva riconosce come unico linguaggio il sentire e comunica attraverso il simbolo, universale e senza tempo. 

Il messaggio dei sogni
Lavorare con i sogni ci fa anche ricordare il valore dei cicli dell’esistenza. Ci insegna che vita e morte si avvicendano costantemente attraverso l’esperienza di sonno-veglia che ogni giorno abbiamo l’opportunità di sperimentare, passando in maniera spontanea da una condizione all’altra, come ci tramandano la spiritualità tibetana e la tradizione yogica. Attraverso la pratica dei sogni, infatti, i lama tibetani imparavano a morire a se stessi e a rinascere ogni notte, lasciando che l’anima potesse superare i limiti del corpo e viaggiare liberamente in una dimensione più rarefatta.

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Alice sogna di cadere nel sottosuolo e di entrare in un mondo fantastico, che in realtà è il suo inconscio.

I sogni ci offrono dunque l’opportunità di separarci da una visione prettamente materialista della quotidianità e soprattutto ci regalano il posto degli spettatori privilegiati. Grazie ad essi ogni notte possiamo assistere al film della nostra esistenza, di cui i personaggi sono tutti gli aspetti del nostro mondo interiore, i tratti evidenti o inconsci della nostra personalità. Nel pathos delle avventure oniriche, ci rendiamo conto che il sogno è più reale della quotidianità e soprattutto che non mente mai, perché svela quei desideri, quei sentimenti, quei bisogni che da svegli tacciamo, spesso nascondendoli prima di tutto a noi stessi e poi agli altri.
“Abbiate fiducia nei sogni, poiché in essi è la chiave dell’immortalità”, scriveva Kalil Gibran ne Il Profeta, indicandoci la via dell’affidamento al mondo inconscio, poiché, quando riusciamo a muoverci con agio tra i simboli, aumenta nella veglia la nostra lucidità, agevolandoci nel compiere scelte consapevoli e nei processi di autoguarigione. Non a caso nell’antichità, nelle tradizioni sciamaniche e negli approcci spirituali il sogno diventa guida e mezzo per far giungere agli umani informazioni indispensabili all’evoluzione.

Nel mondo onirico quasi nulla è come sembra
Tutto infatti si esprime per simbolo. Pertanto occorre saper cogliere quella verità criptata che il simbolo protegge dalle resistenze della nostra mente razionale, sempre pronta a operare censure.

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Robin Williams nel film “Al di là dei sogni”.

Di fatto l’essere umano si esprime autenticamente solo mediante due canali. Corpo e sogni, appunto, sempre veritieri, perché aggirano la nostra volontà di controllo e non si piegano alla menzogna. Per un percorso di crescita personale, allora, cominciamo a portare un’importante attenzione sul tempo che trascorriamo ad occhi chiusi, soprattutto perché ciò che viviamo in quella condizione è più sincero e lucido di qualsiasi nostra opinione.
I metodi di lavoro sul sogno sono davvero tantissimi e utili. L’essenziale certamente è non tentare di imbrigliare nei parametri della ragione un’esperienza che di per sé non è logica, come invece fece Cartesio.
Per cominciare, possiamo utilizzare un metodo semplice ed efficace. Proviamo a tenere un diario dei sogni, in cui scrivere le immagini che al risveglio ci hanno colpito e di fronte alle quali, nel rileggere, potremo porci come un osservatore neutro, sospendendo qualsiasi forma di giudizio o di ragionamento.
Semplicemente faremo vuoto dentro di noi, per predisporci nei confronti del sogno descritto come un’antenna pronta a recepire stimoli che decanteremo mediante l’intuito. Ne deriverà una profonda sensazione di libertà.  Sognare è infatti la nostra possibilità di vivere tutto ciò che nella quotidianità non ci concederemmo, di andare oltre il bene e il male, di superare limiti della fisica e corporei. Nei sogni possiamo tutto, volare, morire, ridere, rinascere, uccidere, amare senza condizionamenti.

Caro lettore, nei tuoi sogni esiste la strada che non hai concesso a te stesso durante la veglia, il suggerimento che non avresti osato contemplare, quel pizzico di follia che può darti il coraggio di rompere schemi e trovare nuovi punti di vista!!!!

 

Zuleika Fusco
Counselor Relazionale Supervisor, é formatrice esperta in Comunicazione, risoluzione pacifica del conflitto, Problem Solving, scrittrice. Ha pubblicato vari libri, l'ultimo è: "Viaggio nelle energie del Maschile" (Xenia Ed., 2012). Ha creato tecniche di Integrazione dell'inconscio attraverso l'interpretazione dei sogni e un laboratorio - Oniromanteion. Ha attivato un percorso per le donne, "il Cerchio di Sorellanza", per gestire la sfera emozionale-intuitiva e vivere in maniera sana le relazioni. Ideatrice del modello di Counseling ad indirizzo media-comunicativo, dirige la scuola di Counseling e Media-Comunic-Azione®. Ha fondato Avalon Formazione, società di servizi che favoriscono il benessere psichico della persona in contesti privati e organizzativi. Sito web: http://www.centroavalon.it/zuleikafusco.html