Il Bosco delle Emozioni

vista.sul.lago A circa 650 metri di altezza sul monte Pizzoccolo, c’è un luogo boschivo magico, incantato, che abbraccia in una vista spettacolare tutto il basso Lago di Garda, all’altezza di Toscolano Maderno. Sono 150.000 metri quadrati di alberi secolari: lecci, carpini, castagni, querce, faggi, con un fitto intreccio di sottobosco lasciato crescere in modo naturale, all’interno del quale preesiste un vecchio casale montano ristrutturato. Questo luogo – che ha un nome particolare, il Bosco delle Emozioni – appartiene al dr. Giuliano Guerra, medico psicoterapeuta.
«Quando l’ho visto me ne sono innamorato, perché entrare in quel bosco è come entrare in se stessi e scoprire parti di sé sopite o soffocate», racconta. «Per questo l’ho chiamato il Bosco delle Emozioni, che è anche il nome dell’Associazione che ho fondato per dar vita a una serie di iniziative legate all’evoluzione umana. L’abbiamo attrezzato con appositi sentieri e piazzole per poter esercitare le nostre attività e con un gazebo ed una casetta di pertinenza in legno, in fase di costruzione, per poter dare un adeguato supporto strutturale alle persone, bambini e adulti, che aderiscono alle iniziative proposte dall’associazione».

La Natura, un terapeuta straordinario
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Non so quando ha preso forma dentro di me la decisione di creare il Bosco delle Emozioni. Di fatto dopo oltre 35 anni di attività ininterrotta come medico psicoterapeuta e come psichiatra, per lungo periodo in servizio presso strutture militari e civili, è avvenuta un’importante svolta nella mia vita. Ho venduto lo studio professionale e un’altra piccola proprietà con il cui ricavato ho acquistato questo vasto terreno boschivo. casa.nel.boscoGiorno dopo giorno ha preso forma in me l’idea di adibirlo a luogo speciale, per aiutare le persone a prendere coscienza di sé in un modo diverso da quello che facevo in studio. Contemporaneamente, chissà come per quale misterioso progetto, si sono aggregate persone che hanno condiviso il proposito. I dottor Giancarlo Odini e l’ingegnere Riccardo Camplani, in qualità di soci fondatori, hanno partecipato alla costituzione dell’atto notarile per creare l’associazione. Mara, Ines, Loris, Francesco, Gianluca, e altri ancora con entusiasmo hanno abbracciato l’idea di rappresentare i personaggi che animano la vita nel bosco come folletti, alchimista, strega, fata, brigante pentito… Di mese in mese aderiscono nuovi soci e ci vengono fatte richieste di usufruire dei servizi del bosco. Il pensiero centrale dell’iniziativa è quello di studiare il ruolo delle emozioni nel favorire l’incontro con la propria dimensione spirituale, le risorse creative, i propri talenti e l’infinita capacità di declinare l’amore in tutte le sue sfaccettature. Al tempo stesso le emozioni negative possono rendere l’uomo prigioniero di reti neuronali che spengono la vita e lo ammalano.

La filosofia fondante  all’idea del Bosco delle Emozioni
Innanzitutto questo approccio di ricerca è seguito con attenzione dall’Istituto Superiore di Sanità, Dipartimento di Neuroscienze nella figura della prima ricercatrice dottoressa Anna De Santi che, sempre per quelle misteriose sincronicità prima citate, è venuta a conoscenza delle nostre attività, ha visionato il luogo e si è incuriosita delle potenzialità in esso racchiuse. Il percorso degli gnomiNel caso di bambini e adolescenti, cerchiamo di trasmettere loro delle emozioni positive attraverso le potenzialità della natura, la presenza dei figuranti che riportano al mondo magico dell’infanzia e al pensiero magico infantile, attraverso il gioco condiviso nell’amicizia, nella solidarietà e nella creatività espressa nel bosco. Nel caso invece degli adulti, li aiutiamo a riflettere sul proprio percorso esistenziale attraverso la metafora di un lungo cammino percorso in sentieri adeguatamente attrezzati del bosco. Diamo loro gli strumenti per riuscire a trasmutare le emozioni distruttive e i momenti di crisi possono diventare opportunità per l’evoluzione umana.­­­­­

Tre progetti per il prossimo futuro
A partire dal mese di aprile del prossimo anno diventano operativi i seguenti tre progetti:

  1. Armonizzare la personalità di bambini e preadolescenti: in sintesi il progetto prevede una prima fase di formazione su tematiche scientifiche attinenti la biologia e la psicologia delle emozioni rivolta alle insegnanti e svolta nelle varie sedi scolastiche in base alle direttive della Dirigenza. bosco.sul.lagoVengono approfondite per le docenti argomenti quali: come sviluppare le emozioni superiori, i talenti e le qualità innate; come utilizzare le emozioni distruttive per favorire la crescita e la maturazione della personalità dei bambini. In una seconda fase si prevede poi di condurre nel bosco i bambini che sono stati sensibilizzati sul tema delle emozioni dalle loro insegnanti. Gli stessi trascorrono una giornata nel bosco incontrando numerosi personaggi, adeguatamente preparati che li coinvolgono in intense esperienze formative armonizzanti la loro personalità. Attualmente sono in formazione 20 insegnanti e 600 bambini da aprile in poi verranno condotti nei sentieri del Bosco delle emozioni. La prima esperienza è stata fatta con delle classi della scuola elementare di un comprensorio didattico in Provincia di Mantova.
  2. Il cammino della vita: lungo un sentiero che si snoda nel bosco per circa 2 km si conducono le persone che vogliono riflettere sulla propria esistenza. L’uomo che ricerca può incontrare se stesso, entrando nella propria interiorità attraverso adeguati stimoli posizionati lungo le vie boschive.
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Giuliano Guerra, Presidente dell’Ass. Il Bosco delle emozioni.

Alcuni cartelli stimolano l’introspezione, adeguati scritti inducono all’approfondimento interiore in modo da aiutare il ricercatore a trovare armonia, tranquillità e gioiosità in se stesso. Percorrendo i lunghi sentieri del cammino della vita accompagnati da persone adeguatamente preparate e ispirate, si creano le condizioni favorevoli per liberarsi dal peso esistenziale delle angosce inutili, delle paure, del narcisistico bisogno di affermare le forza pulsionali dell’ego immaturo. Passo dopo passo il ricercatore riflette sul proprio livello evolutivo, sulla consapevolezza, sulle relazioni istaurate. Viene aiutato a eliminare tutte le negatività accumulate nella vita utilizzandone la spinta alla trasformazione.

  1. Il Bosco come area salutistica: si utilizzano i fitoterpeni emanati da faggi, lecci, carpini, castagni, ciliegi selvaggi, noccioli, querce, erbe e fiori del bosco per generare benessere e salute. Si utilizza il profondo silenzio del bosco con i suoi suoni naturali per riportare l’uomo al contatto con la sua dimensione più vera. Potenti forze praniche generate dagli elementi di natuIMG_0865ra puliscono i centri corporei attraverso i quali scorrono le energie, disintossicano, risanano e guariscono. In oltre la splendida vista del lago e dei suoi contorni collinari portano alla contemplazione all’introspezione, alla meditazione, alla preghiera personale e a sviluppare le proprie risorse profonde e la buddhità a cui lei faceva riferimento prima.
    Nei prossimi mesi sono in programmazione seminari, convegni, conversazioni, incontri presso varie sedi in base agli inviti che riceviamo per divulgare le nostre attività, ricerche e conoscenze che via via acquisiamo. Inoltre vorremmo adibire 50.000 mt del bosco ad un progetto innovativo: aiutare i giovani a trovare i propri talenti nel bosco, meditando sulla biografia di personaggi come ad esempio Papa Francesco, Aldo Moro, Arturo Paoli, Andrea Bocelli, che hanno realizzato nella loro esistenza i talenti ricevuti dalla vita, sviluppandoli meritevolmente con un approccio esistenziale esemplare. Per realizzare bene questo importante progetto oltre alle risorse personali che immettiamo è necessario acquisire anche altri aiuti economici pubblici e privati. Confidiamo nelle sincronicità della vita, nel nostro ben operare con serietà e disponibilità umana e in quanti siano aperti a favorire iniziative per l’evoluzione e l’armonizzazione dell’essere umano.

Giuliano Guerra
Medico e psicoterapeuta, psichiatra, già Presidente dell’Istituto Bernheim di Verona, Presidente dell'Associazione "Il Bosco delle Emozioni". Negli ultimi anni la personale ricerca spirituale, unitamente all'approccio scientifico di rigore metodologico che caratterizza il proprio modo di operare, lo ha portato ad indagare nel campo della medicina, della psicologia e della psichiatria spirituale. È autore di numerose pubblicazioni, come "La via dell'amore", "Risvegliare l'anima", "La crisi, un'opportunità".