Passioni aziendali

fiammiferiParlare di pathos in azienda può apparire un esercizio di stile; in realtà ho conosciuto manager e imprenditori che ne fanno largo e proficuo uso, anche se sono pochi e spesso anche discussi o incompresi. Cosa fanno? Per capirlo occorre ricordare il doppio significato della parola passione, di cui pathos è radice. La passione può essere positiva, quando è legata al divertimento, ad un hobby o alla persona amata. Viceversa può essere negativa quando è legata ad un vizio come il gioco d’azzardo, una malattia o un percorso di sofferenza, come la passione di Cristo. Gli effetti sono quelli di mettere in moto dei comportamenti, talvolta generativi talvolta degenerativi, ma che in ogni caso rompono uno stato di quiete o di inerzia. Il pathos rende creativi gli artisti, competitivi gli sportivi, produttivi gli imprenditori e i professionisti.

Ma da dove nasce il pathos?
Nel Simposio Platone, collega la passione a Eros, il semidio nato dall’unione tra Poros (Bravo, personificazione dell’ingegno) e Penia, una mendicante. Secondo la leggenda narrata da Diotima, Penia (Fame) giunge affamata al banchetto in onore della nascita di Afrodite e, per sistemarsi, abusa di Poros che per l’occasione aveva alzato troppo il bicchiere. Dalla loro unione nacque Eros.
cuoreQuindi Eros, fonte di ogni passione, nasce dall’unione tra l’ingegno e la mancanza (penia, cioé penuria). Le persone in genere si appassionano per ciò che non hanno, desiderano fortemente raggiungere ciò che sembra difficile, si innamorano delle missioni impossibili. Per questo la passione è alla base dei grandi risultati sportivi, delle vite dei grandi artisti o dei condottieri.
In quanto figlia della mancanza, la passione è eternamente giovane, legata all’inesperienza e alla curiosità. Come il divertimento nasce dall’imprevisto, dall’inusuale, dalla diversità. Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa ciò che perde ma… si diverte. La diversità è divertente e non è solo un gioco di parole, la radice latina divertere, volgere in altra direzione, è la stessa.
Come ricorda il poeta inglese Robert Frost in una sua poesia:
Two roads diverged in a wood, and I,/I took the one less traveled by,/And that has made all the difference. (Tra le due strade ho scelto la meno battuta e ciò ha fatto la differenza, lasciando intendere chiaramente che ne valeva la pena).

Vivere ogni giorno come fosse l’ultimo
La passione nasce dall’incertezza, dalla precaria condizione che sta tra la vita e la morte, da quel trovarsi di fronte all’ignoto che fa apprezzare di più la vita. Qualcuno a tal proposito ricorda che per avere una vita intensa e appagante bisognerebbe vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. man_skyOvviamente ciò non è possibile, ma vi sono situazioni stagnanti, momenti della vita delle persone e delle aziende in cui una scossa può riattivare qualità sopite o addirittura mai viste.
La nostra società viene da un lungo periodo di stabilità e benessere. I ragazzi sono cresciuti in condizioni protette con molti privilegi: figli unici, famiglie benestanti, desideri sempre appagati. Ricordo che da bambino quando chiesi a mio padre di mandarmi ad una scuola di musica, per poco non mi prese a sberle. Era monoreddito e noi eravamo tre fratelli. Oggi i genitori si dividono i compiti per accompagnare i figli un giorno a karatè, un giorno a pianoforte, un giorno a equitazione. Difficile prevedere gli esiti di questa educazione, a tutti i giovani manca sempre qualcosa e la passione non mancherà. Certamente le sfide consumate nei cortili, le zuffe, le lotte per il dominio territoriale, le competizioni amorose, vibravano di una passione sensoriale più accesa ed evidente. La realtà virtuale saprà garantire fame e mancanza, ingegno e ambizione? Ai posteri l’ardua…

Come si crea una condizione di pathos in ambiente lavorativo?
E soprattutto quando è opportuno farlo? Accendere la passione diventa necessario quando le cose vanno bene da molto tempo, quando l’ambiente tende ad adagiarsi sui propri successi, quando mancano gli stimoli, quando le persone si auto incensano con troppa disinvoltura, inconsapevoli del rischio che si genera intorno a loro. Ho visto aziende leader affondare per eccesso di autostima. managerQuando ci si rende conto del rischio è troppo tardi, il nemico ha già preso il sopravvento. I muscoli si sono inflacciditi, mancano le energie, la volontà è debole. Quando manca la fame, prevale l’ingegno, si diventa bravissimi a cercare alibi e complotti, ad attribuire le colpe agli altri o a imprecare contro il destino cinico e baro. I bravi imprenditori e manager riescono ad annusare questo rischio e si attivano per tempo creando nuove sfide, alzando l’asticella degli obiettivi, facendo sentire ignoranti le persone “che sanno tutto” (la job rotation in questo è straordinariamente efficace), creando competizione interna. Nel corso di un convegno l’AD di un’importante società rivelò che lui teneva appositamente oscure e indecifrabili le job description, variava gli orari e gli ordini del giorno delle riunioni senza preavviso, creava ad arte un clima di incertezza, chiamava i collaboratori a svolgere compiti apparentemente rischiosi sui quali non si sentivano all’altezza, contestava loro ogni affermazione troppo sicura. Qualcuno tra i presenti commentò con ironia, ma ho vissuto sulla pelle gli effetti positivi di queste pratiche quando applicate con intenzione costruttiva. Ero molto giovane, avevo ottenuto risultati eccellenti nella vendita e credevo di aver capito tutto del mercato in cui operavo. lovewhatyoudoIl Direttore Generale della società mi chiamò in sede e mi sottopose ad un interrogatorio di 7 ore, contestandomi puntualmente ogni opinione o idea. Continuava a dire no e che non era d’accordo, ed ogni volta mi chiedeva perché? Ricordo ancora con angoscia quei momenti, mi sentii fragile e vulnerabile, ma il pathos fece emergere energie ed ingegno che nemmeno io pensavo di possedere. Tre giorni dopo, mi arrivò a casa per posta una pergamena in cui stava scritto che avevo superato con successo il torture test, (sì avete letto bene), e che venivo promosso ad un incarico di maggior responsabilità. Ricordo ancora quei cinque anni come tra i più divertenti della mia vita professionale.
Avrete capito che amo il pathos e i suoi effetti, tuttavia devo ammettere che molto spesso nelle aziende prevale la sua faccia negativa, quella della sofferenza, quando prevalgono lo stress, la paura di sbagliare o le minacce di punizioni. Per questo creare il pathos è un’arte rara, non a caso è il prodotto di Eros, un semidio di tutto rispetto, figlio della fame e dell’ingegno.