Il potere? È donna e single

RIVOLUZIONI CULTURALI

Il potere? È donna e single

Attualmente, in America, le donne che non hanno mai contratto il matrimonio sono più di quelle sposate e occupano posizioni di prestigio nel lavoro e in società. Un dato non ininfluente anche per la politica, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali dell'autunno. Ma, ancor più, per il cambiamento di mentalità che si sta affermando, non senza fatiche e ostacoli. Vediamo chi sono

Oprah Winters

La conduttrice televisiva Oprah Winfrey, attrice e produttrice, considerata una delle donne più potenti del mondo.

«Al giorno d'oggi, perché sposarsi? Nessuno lo fa. Non è che non voglio avere figli, ci ho provato, non ha funzionato, purtroppo... Così oggi assisto bambini malati in tutto il mondo». Lo dichiarava Liza Minnelli nel 2012 all'Access Hollywood Live. E non è la sola celebrity a stelle e strisce che ha raggiunto le vette del successo senza un uomo al proprio fianco. O, almeno, secondo il tradizionale modello di coppia. Di recente ha fatto gran clamore, negli Stati Uniti, l'indiscrezione secondo cui la popolare conduttrice Tv Oprah Winfrey, superati i 60 anni d'età, avrebbe rotto col marito e sarebbe tornata single. Fa sorridere – e anche un po' riflettere – la testimonianza di un fan su una rivista di gossip che sostiene di averla vista camminare di recente, da sola, per strada, una sera. «Sì, era sicuramente lei!», sostiene l'uomo. Aggiungendo che «indossava un maglione di grandi dimensioni», non aveva accompagnatore eppure, udite udite «sembrava davvero carina!», riferendosi a una donna che ha sempre tenuto incollati al piccolo schermo milioni di telespettatori, tra le figure femminili più influenti e ricche degli Usa secondo Forbes. Il suo segreto? «Pensa come una regina. Una regina non ha paura di fallire. Il fallimento è un altro piccolo passo verso la grandezza». E una regina resta tale anche senza re.

Shonda Rhimes

Shonda Rhimes, 46 anni, sceneggiatrice e produttrice, che ha ideato "Grey's Anatomy"

Un'altra single d'oro è Shonda Rhimes, sceneggiatrice, produttrice e regista televisiva e cinematografica, la brillante mente che ha ideato una serie seguitissima come Grey's Anatomy. Nel maggio 2007 è stata inserita nella lista delle 100 persone più influenti del mondo dalla rivista Time. Ha fondato e dirige tuttora la casa di produzione televisiva ShondaLand.
E, a proposito di telefilm cult, sicuramente vi ricorderete Kim Cattrall, l'attrice che ha prestato volto e corpo alla scatenata e disinibita Samantha Jones in Sex and the City. Così come il suo personaggio, sembra non avere neppure lei troppi peli sulla lingua e tabù di alcun tipo: «Quando avevo 5 anni, la mia fantasia era quello di avere un centinaio di cani e un centinaio di ragazzi. Oggi sono una donna di una certa età che non si è mai realmente sistemata. Mi piacciono i bambini, ma non per lunghi periodi. Penso che siano adorabili, divertenti e dolci, ma mi fanno venire il mal di testa» (The Advocate, aprile 2008).

Le single sono più del 50% tra le donne americane
In America, oggi, le donne non sposate (o divorziate, vedove, separate) hanno superato numericamente quelle sposate, segnala il New York Magazine. Nel 2009 la percentuale delle sposate americane è sceso sotto il 50%: per la prima volta, il numero delle single era maggiore, ma – dato ancor più rilevante – quello delle non maritate di età inferiore ai 36 anni aveva raggiunto il 46%. È una tendenza che sta cambiando la società, spostando l'asticella della politica sempre più a sinistra (versante a cui apparterrebbero, in prevalenza, le donne nubili americane) e che finirà inevitabilmente per condizionare anche le elezioni presidenziali del prossimo novembre. Nel 2012 il 67% delle single ha votato Obama mentre le sposate hanno preferito Romney.

hillary clintonbernie.sandersAllo stato attuale, la popolarità di Hillary Clinton appare incrinata dalla visione più progressista di Bernie Sanders (entrambi foto a dx.)perché un gran numero di giovani single si è schierato con lui nelle primarie in Vermont, New Hampshire e Iowa. Sono le stesse elettrici che, vivendo in larga parte al di fuori dell'apparato canonico, istituzionale, avvertono una serie di esigenze che il governo non ha ancora soddisfatto per quanto riguarda il sistema fiscale e le politiche abitative e sociali. Sì, perché la coppia e la famiglia saranno pure cambiate, ma in molti casi il tessuto sociale non è pronto ad assorbire queste trasformazioni e a dare una risposta a esse in termini di strumenti, spazi, opportunità. «I problemi pratici delle donne indipendenti», scrive Rebecca Traister del New York Magazine, sono alla base di richieste come la parità salariale, il congedo parentale retribuito, l'aumento del salario minimo, l'accesso agli asili nido per tutte le famiglie, l'abbassamento delle tasse universitarie, l'assistenza sanitaria alla portata di tutti e la tutela dei diritti riproduttivi. Per anni i leader del Partito democratico hanno pensato che fosse troppo rischioso proporre provvedimenti simili». Ma oggi, in un momento storico in cui solo il 20% delle ragazze tra i 18 e i 29 anni è convolato a nozze rispetto al 60% del 1960, i programmi dei candidati non possono non tenerne conto, nel loro stesso interesse.

Una sofferta indipendenza femminile
Cosa ci suggerisce, inoltre, questa fotografia dell'esistente? Che c'è un gruppo consistente di donne adulte che non dipendono più dagli uomini, materialmente e affettivamente, e che sono tutt'altro che nell'ombra dal punto di vista sociale, economico e riproduttivo. potere.femminileNon è che per forza escludano il matrimonio a priori o rifiutino a priori l'idea del vincolo, ma, più semplicemente, si danno la possibilità di scegliere. Il partner, il posto di lavoro, il luogo dove vivere, il network di amicizie. E se non trovano l'uomo giusto o comunque lo stare in coppia non funziona, sono in grado di autogestirsi in varie e differenti sfere dell'esistenza, malgrado ancora pesanti gap salariali e parecchie lacune che persistono nell'apparato fiscale e in quello amministrativo, come nel resto della società nel suo complesso. La strada è in salita e irta di ostacoli, ma a farne le spese non sono le nuove generazioni femminili single. «Ancora oggi il matrimonio accresce il prestigio professionale degli uomini, ma diminuisce quello delle donne», scrive ancora la Traister. E cita un sondaggio condotto dall'American Historical Association, da cui, nel 2010, emergeva che una docente di storia americana sposata impiegava 7,8 anni per diventare titolare di una cattedra rispetto ai 6,9 di una single. Situazione invertita sul fronte maschile: gli scapoli ci mettevano 6,4 anni contro i 5,9 di chi aveva moglie e figli a casa. Insomma, ai giorni nostri la condizione delle donne in famiglia e sul lavoro è profondamente cambiata e ne va preso atto. Louise HayBisogna superare la convinzione per cui, al di fuori di un vincolo matrimoniale, una donna non conti. O che, viceversa, mettere su famiglia voglia inevitabilmente dire dover rinunciare a sane ambizioni. Ma perché ciò accada tutti devono cambiare mentalità, da ogni parte. Le donne in primis. Nei confronti di loro stesse così come delle altre donne. Spesso siamo noi i giudici e i censori più severi e (auto)limitanti, senza per forza averne piena consapevolezza. «Dentro di te c’è una donna intelligente, potente, dinamica, capace, sicura di sé, vitale, sveglia, meravigliosa. Falla uscire allo scoperto e lasciala giocare. Il mondo ti aspetta». Questa l'esortazione della scrittrice Louise Hay (a destra, nella foto) in merito al potere femminile. «È giunto il momento che le donne sfondino le barriere che si sono autoimposte». E ricorda: «Puoi essere molto più di quello che hai sognato fosse possibile». In tutto.