Litio, che ossessione

Una "pietra" per disturbi psichiatrici

Litio, che ossessione

È usato per i disturbi depressivi, ossessivo-compulsivi, bipolari, demenza e schizofrenia. Il modo in cui agisce sul cervello non è ben noto, ma si sa che il suo ione è coinvolto negli equilibri elettrochimici delle cellule del sistema nervoso ed è uno stabilizzante delle membrane e dell’umore che aiuta a bloccare e prevenire i cicli maniacali

DEPRESSIONÈ abbondante in natura, circa 13 milioni di tonnellate; è presente nel granito, nell’acqua di mare, in meteoriti, sorgenti minerali, nel Sole e tutte le altre stelle, in ogni essere umano; è applicato principalmente nella produzione di leghe metalliche, nelle batterie e come componente di medicinali: si tratta del litio. Dal greco lìthos, che significa pietra, il litio è un metallo alcalino scoperto nel 1817 da J.A. Arfvedson sull’isola di Uto, in Svezia. Il suo uso in campo terapeutico risale già all’epoca di greci e romani, che si immergevano nelle sorgenti minerali per alleviare malinconie e manie; lo ritroviamo a metà Ottocento, come cura per la gotta e le ossessioni; oggigiorno viene utilizzato per contrastare i sintomi di disturbi depressivi, ossessivo-compulsivi, bipolari, post-traumatici da stress, demenza e schizofrenia, senza dimenticare i risultati incoraggianti avuti nella cura contro l’Alzheimer. Il modo esatto in cui agisce sul cervello non è ben noto, ma si sa che lo ione litio è coinvolto negli equilibri elettrochimici delle cellule del sistema nervoso e che è uno stabilizzante delle membrane e dell’umore che aiuta a bloccare e prevenire i cicli maniacali. Nonostante i suoi benefici, l’uso di litio comporta alcuni rischi per la salute: disidratazione, aumento di peso, perdita di memoria e, più raramente, intorpidimento letargico, problemi alla tiroide e insufficienza renale. Il litio come farmaco psichiatrico è stato approvato nel 1970 dall’ FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia statunitense che regolamenta alimenti e farmaci, ma non è mai stato seriamente testato per la cura di altre patologie per un motivo molto semplice: è una sostanza naturale ed essendo presente nella tavola periodica degli elementi, non può essere brevettata. Pertanto le case farmaceutiche non dimostrano molto interesse nel sperimentarlo.