La crisi: una spinta al rinnovamento

Una chiave diversa per affrontare le difficoltà attuali

La crisi: una spinta al rinnovamento

Il significato letterale di crisi, passaggio, suggerisce un'altra chiave di lettura del momento che stiamo vivendo. Invece di lamentarci, proviamo a rimboccarci le maniche e a trovare dentro di noi nuove risorse e la forza di reinventarci la vita. Questo momento potrebbe diventare allora l'occasione per fare un salto di qualità e di crescita

Preoccupati, stressati, angosciati, inquieti, nervosi, quando non addiritura intrattabili... PovertàDi questi e di altri poco esaltanti stati di coscienza la grande responsabile è sempre e soltanto una: la crisi naturalmente! “Ecco la fiera dalla coda aguzza colei che tutto il mondo appuzza”, per dirla con Dante. Nessuno si sogna di negare gli oggettivi problemi sociali ed economici causati da mille fattori, la cui origine può considerarsi sostanzialmente di naturale culturale e psicologica. Non v’è chi non veda, infatti, che al di là del peggioramento del tenore di vita, dell’impoverimento e del precipitare in situazioni di disoccupazione o sottoccupazione di tanti italiani, si cela una palese incapacità della famiglia, della coppia, delle Chiese (per non parlare delle altre istituzioni), del mercato del lavoro e di altre realtà ancora, di far fronte alle varie funzioni bene o male finora svolte da ciascuna di esse. Tale analisi ci porta poi a individuare il vero nocciolo del problema: ovvero l’urgente necessità di riconsiderare la situazione globale allo scopo di individuare possibili vie d’uscita.
Ecco allora che possiamo scoprire un modo per affrontare il serio, innegabile problema in maniera radicalmente diversa rispetto alla mentalità comune. Anche se occorre tener presente che una visione spirituale della vita va assolutamente dimostrata, ossia calata nella vita quotidiana, a rischio di esaurirsi in una serie di belle parole, tanto più che, proprio in tale prospettiva, non esiste una sola situazione difficile la quale non sia di per sé foriera di grandi opportunità.

Crisi = necessità di rinnovamento
Il primo punto sul quale focalizzare la nostra attenzione è il significato della parola crisi, ossia “passaggio” in greco antico. Ciò ci fornisce una indicazione importante: così come l’intero sistema socio-economico nel cui contesto viviamo non può sopravvivere (la necessità di riforme è evidente), neppure la nostra esistenza può continuare come prima. I cambiamenti sono sempre finalizzati al meglio, nella storia umana come nella vita di ciascuno di noi, purché si colga il senso della trasformazione (la difficoltà consiste sostanzialmente nel discernere fino a che punto occorra lasciare che gli eventi svolgano il loro corso, nonché in che cosa consista il nostro compito). Sappiamo che l’ego, il bambino capriccioso che ciascuno di noi cela in sé, si nutre di paura e cerca di demotivarci di fronte ad ogni trasformazione ed evoluzione tanto cara invece al Sé (o all’anima), perfettamente consapevole del suo ruolo insostituibile, giacché il complesso cammino finalizzato alla nostra individuazione, per dirla con Jung, che è poi la strada verso la felicità, è costituito appunto da varie fasi di passaggio, appunto, che vanno  accolte e valorizzate, mai represse.
felicitàFreud sosteneva che il denaro non potesse rendere l’uomo felice, in quanto la felicità consisterebbe in definitiva nell’appagamento di desideri infantili. In effetti, riducendo all’osso il complesso problema, il bambino, al pari dell’adulto (sia pure attraverso strade e con una consapevolezza estremamente diversa) cerca fondamentalmente amore e l’amore, ovviamente, non si compra. Si tenga inoltre presente che, a una analisi psicologica approfondita, non sfugge un fattore ancora troppo poco conosciuto eppure di importanza fondamentale: nessuno brama il denaro in sé e per sé, mentre tutti sogniamo le gratificazioni che, a torto o ragione, associamo a bonifici e contanti. Proprio questo ci pare il punto di partenza, al fine di individuare una strategia allo scopo non solo di affrontare questa maledetta (o benedetta crisi?) in termini costruttivi, ma addirittura di individuare una via d’uscita. Einstein (il quale fu pure un grande maestro spirituale, a suo modo) insegna che ogni problema va risolto a monte, ossia risalendo allo stato di coscienza che ha causato la situazione.

Di che cosa abbiamo veramente paura?
Di conseguenza, se vogliamo innanzitutto guarire sul piano psicologico dalle sofferenze che riconduciamo alla crisi, cominciamo col chiederci quale sia la ragione autentica del nostro disagio, ossia: di che cosa abbiamo realmente paura? Di perdere qualunque mezzo di sussistenza oppure (caso assai più frequente?) di perdere piuttosto considerazione, stima, affetto, insomma amore da parte di coloro che più ci sono cari? In tal caso, fermo restando che il primo passo da compiere consiste sempre nel trovare il coraggio di guardare in faccia la propria vera paura, fearla chiave per risolvere il problema consiste allora nell’imparare ad amare se stessi, in quanto nessuno ci può togliere ciò che temiamo di perdere, ossia l’amore nelle sue varie espressioni, ripetiamolo ancora una volta.
La crisi offre inoltre interessanti opportunità proprio da quel punto id vista pratico che tante preoccupazioni suscita: quello professionale, inevitabilmente destinato a diventare anche monetario. Se noi infatti realizziamo la nostra personalità esprimendo i nostri talenti, non è meno vero che ciascuno di noi dispone di un patrimonio ancora inutilizzato e nella maggior parte dei casi neppure esplorato. Quale occasione migliore per reinventarsi, come si usa dire oggi? Si può andare incontro a bellissime sorprese. La scienza ormai non nutre più dubbi circa lo straordinario potenziale della coscienza umana (Einstein sosteneva che genio è colui che valorizza il 12% del proprio potenziale), comunque altrettanto certa risulta la fondamentale pigrizia della nostra natura, la quale necessita tendenzialmente di stimoli forti allo scopo di far emergere il meglio di sé.
Forse, comunque, la lezione più preziosa tra le tante che può regalarci quella grande maestra di vita che normalmente chiamiamo crisi è quella sintetizzata in un bellissimo aforisma africano: “Ringrazio gli dei poiché hanno permesso che una mareggiata distruggesse la mia capanna, così finalmente ho potuto scoprire la bellezza della luna, della spiaggia, della vegetazione, dell’intera natura insomma”. Si tratta della gratitudine, straordinaria risorsa spirituale, terapeutica e pratica, la cui scoperta si rivela in grado di trasformare a fondo l’esistenza. Infatti guarire dalle angosce legate alla crisi e risolversi a trasformare la propria esistenza sulla base delle esigenze da questa palesate equivale a riscoprire, o magari a scoprire del tutto, tanti doni fino ad oggi dati per scontati.