La gemma più nascosta dell’Asia

tempioPer decenni il Laos si è rinchiuso nel guscio dei suoi confini, privi di sbocchi al mare e delimitati dalle barriere naturali del fiume Mekong e delle montagne della Catena Annamita, quasi a volersi curare le dolorose cicatrici inflittegli dalla guerra condotta dagli Stati Uniti in Indocina. Questo isolamento ha consentito al Paese di sottrarsi alla frenesia della globalizzazione, di fuggire alla rincorsa forzata alla modernità che ha attanagliato i suoi vicini tailandesi e vietnamiti, di conservare un carattere indifferente al fluire del tempo e alla definizione di spazio. Il Laos infatti è uno stato mentale che si nutre di spiritualità buddista e animismo, che si fonda sulla serenità, sui ritmi di vita pacifici, sull’armonia con la natura e con gli altri.

fiume MekongVivere in un’altra dimensione
Oggi il Laos è di nuovo aperto ai visitatori e percorrerlo da Nord a Sud, come proponiamo in questo viaggio, significa abbandonare poco alla volta le regole ed i ritmi di vita occidentali, significa immergersi nelle realtà tribali delle montagne settentrionali, scorrere lungo le arterie fluviali che alimentano commerci e comunicazioni tra i vari villaggi, ammirare un gioiello culturale e spirituale come Luang Prabang, restare attoniti di fronte alla tranquillità di Vientiane, la più atipica ed accogliente capitale asiatica, fino ad esplorare i paesaggi naturali disegnati dal Mekong nel Sud, tra altopiani, isole, scogli, cascate, faraglioni.

Ecco i nostri suggerimenti per un viaggio indimenticabile
1) Il fiume Mekong attraversa il Laos in direzione sud verso Cambogia e Vietnam. Scegliete un semplice traghetto in uno dei tanti villaggi che sorgono sulle sue rive e fatevi trasportare lungo questo imponente e tortuoso corso d’acqua. Wat Xieng Thong in Luang PrabamMolto apprezzato dai viaggiatori e dalla gente del posto è il trafficato tratto tra il centro commerciale Huay Xai e l’incantevole città coloniale di Luang Prabang (a destra, il Wat Xieng Thong, il Tempio della città d’oro). Potrete trascorrere sul fiume due giorni o anche solo sei ore prendendo un héua wai (motoscafo), ma ricordate che l’obiettivo di questo viaggio è rallentare, non accelerare. Un consiglio? Fermatevi a Huay Xai: se sarete fortunati avvisterete i rari gibboni, un tempo creduti estinti, che vivono nella Brokeo Forest Reserve.

2) Situata a nord di Luang Prabang, Nonk Khiaw è una delle mete turistiche del Laos in più forte ascesa. Sempre più conosciuta nel mondo del turismo internazionale, Nong Khiaw è un ottima soluzione per chi volesse uscire dai circuiti laotiani classici senza avere troppo tempo a disposizione. monaciQui si possono ammirare paesaggi splendidi e toccare con mano la vita quotidiana del Laos più rurale, incontrando un ambiente in equilibrio tra la tradizione e l’apertura all’industria turistica. Tutto questo rende Nong Khiaw un luogo unico, assolutamente da visitare da parte di chi ama lo spettacolo della natura.
Nong Khiaw si trova sulle sponde del Nam Ou, uno dei numerosi fiumi che costellano il Laos, che può essere navigato sia per raggiungere Luan Prabang (circa 6 ore di viaggio), che per dirigersi ancora più a nord verso Muang Khua, spesso tappa per coloro che si dirigono in Vietnam. Solcare le acque del Nam Ou rappresenta una delle esperienze più belle che si possono fare in Laos: le barche sono più piccole di quelle turistiche classiche, il Nam Ou scorre tra gole più strette di quelle che si aprono sul Mekong ed in generale offre un senso di avventura maggiore.

luang.aerial_3519900b3) Al centro delle grandi montagne, in una valle solcata dal Mekong, splende l’antica capitale Luang Prabang dove una cornice naturale di incredibile dolcezza inquadra un tripudio di splendidi monasteri e pagode che levano al cielo le ardite linee di una raffinata architettura lignea: é uno scenario forse unico al mondo e per preservarlo l’UNESCO ha posto Luang Prabang nel World Heritage.
Al mattino presto, non mancate di assistere al Tak Bat, la questua dei monaci, cioè una lunga processione silenziosa di monaci in abito arancione che attraversa le strade per ricevere manciate di riso caldo e profumato, che la popolazione locale offre in cestini di vimini, mentre il sole sorge e l’unico rumore è il cinguettio degli uccellini.grotte di Pak Ou La raccolta di elemosine mattutina è una tradizione buddista molto affascinante, ancora viva a Luang Prabang e tuttora tramandata di generazione in generazione.
Imperdibile una piccola gita sul Mekong per raggiungere le grotte di Pak-Ou, le cosiddette Caves of a thousand Buddha’s (a sinistra): delle spaccature nella roccia famose per essere completamente coperte di statuette votive dell’Illuminato di ogni forma e dimensione.

4) Alla scoperta delle “minorities”
costume donnaUna delle caratteristiche e delle grandi attrattive del Laos è costituita dalla varietà etnica della sua popolazione. Se l’ 80 % dei 6 milioni di laotiani sono di stirpe Thai-Lao, parlano il lao e sono buddisti, nei villaggi tra le montagne del Nord – spesso accessibili solo con giorni di navigazione e di cammino su sentieri impervi – vivono ben 130 gruppi etnici che parlano lingue e dialetti diversi e sono animisti. L’isolamento storico ha consentito a queste piccole comunità presiedute da sciamani di mantenere immutati fino ad oggi i loro antichi stili di vita, racchiusi come sono in sé stessi e con scarsi contatti con l’esterno.
Vivono con una misera economia di sussistenza praticando un’agricoltura nomade, che li costringe ogni 3-4 anni a spostarsi per depauperamento del terreno, donnedi caccia e allevando suini, abitano in capanne di legno e bambù su palafitte e spesso le donne esibiscono abiti vistosi e sgargianti, riccamente decorati, con coreografici copricapi.
Gli Akha, ad esempio, di stirpe sino-tibeto-birmana, sono molto superstiziosi, pieni di tabù e debbono rispettare un codice di comportamento che regola ogni atto della vita. E ancora l’etnia Hmong, gli Ihkor, gli Alak, i Katu, etnia famosa per la tradizione di lasciare le bare sotto le case.

5) La capitale Vientiane è scandita dall’azzurro del Mekong, dall’arancione delle vesti svolazzanti dei monaci (che incontrerete ovunque), Valentiane _ Pha That Luangdai colori sgargianti dei suoi templi, dalle pareti scrostate dei palazzi coloniali e dalle altezze dei palazzi governativi. Vientiane sa di incenso e di frangipane, di pane appena sfornato e di cibo di strada, riecheggia dei canti dei bonzi, di poche macchine e di tanti tuk tuk strombazzanti.
Vientiane è una città piena di templi e la presenza dei monaci è una costante. I templi più importanti sono il Wat Si Saket (il tempio più antico di quelli rimasti intatti) con il suo bellissimo chiostro che include più di duemila statue del Buddha e l’Haw Pha Kaeo, oggi trasformato in museo nazionale, che custodisce alcune delle più belle statue di tutto il Laos. Il tempio più frequentato dagli abitanti è però il Wat Si Muang: custodisce il Lak Meuang, il pilastro fallico considerato dimora dello spirito della città e una statua del Buddha che si dice ascolti le richieste di aiuto dei fedeli. Ma non solo.

6) Le 4000 isole, Si Pha Don, sono una delle mete più note ed amate dai turisti diretti in Laos. Situata nel Laos Meridionale, al confine con la Cambogia, quest’area è caratterizzata da un complesso di isole, di varie dimensioni, adagiate sul Mekong. IMG-Si-Phan-Don-95-320x213Qui il fiume scorre in uno dei tratti forse più selvaggi del suo intero tragitto, immerso tra la folta vegetazione ricca di flora e fauna.
Su queste isole non c’è molto da fare, ma molto da vedere. Il modo migliore per vivere questo posto davvero bello è affittare una bicicletta ed esplorare il territorio. Scoprirete i resti della prima ferrovia del Laos, costruita dai francesi per unire le isole Don Khon e Don Det, oppure le impetuose cascate di Khone Phapheng, per superare le quali proprio la ferrovia venne costruita. Le cascate presenti nei dintorni sono numerose, generalmente più simili a delle rapide che alla classica immagine che si ha di una cascata: le principali sono a Don Khon, Li Phi e Khon Pa Soi. Altra grande attrazione delle 4000 isole sono i delfini di fiume del Mekong, sebbene questi animali siano sempre meno numerosi. laos-kuang-sy_002-600x300Per vedere i delfini potrete fare piacevoli escursioni in barca, uno dei mezzi più adatti per visitare la zona.
Lungo una strada parallela al Mekong potete raggiungere la cascata di Paxuam e poi proseguire fino al bellissimo tempio pre-Angkoriano di Wat Phu, uno dei più interessanti complessi archeologici del Sud Est Asiatico. Qui si susseguono vasche celebrative, monumenti, templi e scalinate addossate alle pareti di una collina sacra, il monte Kao, la cui cima di forma fallica simboleggia il lingam.
Nel silenzio di Wat Phu, tra i resti della cittadella archeologica, si ammira dall’alto la pianura che un tempo ospitava l’antica civiltà Khmer: è lì, alla conclusione del viaggio, che ci si accorge come un pezzo del proprio cuore sia rimasto in Laos.