Cosmetici: cosa nascondono le etichette

Imparare a leggere le etichette

Cosmetici: cosa nascondono le etichette

Come capire se un cosmetico è buono oppure scadente e pagare il giusto prezzo? È essenziale saper leggere le etichette, decodificando l'INCI (la nomenclatura internazionale degli ingredienti). Da evitare i cosmetici con troppi conservanti, che potrebbero provocano allergie, e quelli che presentano terminologie troppo... fantasiose

come-leggere-letichetta-dei-cosmeticiE’ un dato di fatto: per la maggior parte degli addetti ai lavori l’INCI (International Nomenclature Cosmetic Ingredients) è ancora un mistero. Per i consumatori finali ancora di più. Ne ho la dimostrazione dai feedback delle mie lezioni di cosmetologia. Se può consolarvi il disorientamento coinvolge tutti, medici estetici, farmacisti, estetiste, studenti... insomma il bacino d’utenza completo di chi ha frequentato le mie lezioni/conferenze.
Imparare a leggere le etichette dei cosmetici decodificando l'INCI è invece essenziale per capire se un prodotto è buono oppure scadente. La conclusione è sempre la stessa: il consumatore è pressoché condannato a non capire l’INCI dei cosmetici e questo spiega come alcune signore possano spendere 300€ per comprare creme con ingredienti stra-economici, stra-sintetici, stra-vecchi (petrolatum, paraffinum liquidum, collagen, lanolin, etc.). Ma se il professionista non è in grado di decifrare almeno gli ingredienti più comuni e più pregiati, come potrà utilizzare-consigliare-vendere il suo core-business, ovvero il cosmetico? Eppure dalle domande che mi sottopongono, o dalle osservazioni, che mi fanno, a volte mi chiedo: “Non è forse una strategia di qualche eminenza grigia mantenere la base ignorante per poter raccontare fantacosmeticate?”. Non si spiegherebbero tante questioni che, a causa di nomenclature un po’ particolari, sfiorano il grottesco.

Le sviste più eclatanti

burro.di.kariteQualche esempio? «Scusi prof., una mia cliente mi ha detto che nello stick per le labbra c’è lo sperma di maiale! Sì, ha letto butirospermum porkjj». In effetti, è risaputo che in un noto prodotto per le labbra per un errore di stampa era sfuggita una “o” al posto di una “a”! Ma è possibile che ci siano ancora professionisti che non sappiano che il burro di karité (a sin. nella foto) si chiama, per l’INCI butirospermum parkjj?! Oppure la dottoressa, la quale mi fa notare che, essendo lei un’ardente animalista, ogni volta che in etichetta compare l’idrogenated castor oil, lo “stoppa”, pensando al sacrificio del povero castorino! Peccato, poiché l’olio di ricino idrogenato, che non c’entra nulla con il castoro, è un eccellente eccipiente dalle virtù lipo-gelificanti e solubilizzanti! Oppure l’operatore ayurvedico che punta sulle virtù delle essenze orientali e non si è accorto che al posto di patchouly, ylang ylang e sandalo, nell’etichetta del suo olio stava scritto... fragrance, fragrance, fragrance. ayurveda7Peccato, perché bastava cercare in etichetta nomi come cananga odorata, pogostemon cablin e santalum album ecc., per essere sicuri di sfruttare le proprietà delle vere essenze, sempre indicate con il loro nome botanico. E ancora chi cerca la vitamina C pura e trova un suo derivato perché non sa che la vitamina C pura può trovarsi soltanto scritta come ascorbic acid e nient’altro. Oppure chi vuole una crema restitutiva e protettiva e non si accorge che gli oli, quando presenti, sono in 23esima o 30esima posizione, per cui quasi assenti. O chi cerca il botulino, ignorando che è una tossina vietata e non può trovarsi nei componenti di un cosmetico. Ma come! Se il prodotto che ho comprato si chiama Botulinus plus, oppure botoxplannerscavarughis... oppure “botu-qui, ruga-là”. Insomma, il messaggio è chiaro: coltivate la vostra cultura dermo-cosmetologica, altrimenti troverete sempre qualche tuttologo che dirà la sua.

Decodificare l'etichetta
Adesso però la pelle va protetta, per cui va scelto un prodotto idratante e filmogeno. Come scegliere? Qui, il discorso si complica poiché, dal 1999, tutti i cosmetici devono riportare per legge gli ingredienti in ordine decrescente, ma con un particolare linguaggio tecnico definito INCI. Questa sorta di codice, obbligatorio in tutta Europa, prevede l’inglese per gli ingredienti sintetici e il latino per quelli naturali e botanici. Per cui, una buona crema nutriente e protettiva potrebbe avere in prima posizione aqua, e fin qui ci siamo, ma in terza posizione l’ottimo butyrospermum parkjj che, come già detto, non ha nulla a che fare con lo sperma suino, ma è il burro di karité. Tutto ciò vale per migliaia di ingredienti, per cui hidrogenated castor oil sarà l’olio di ricino idrogenato che funge da lipogelificante e solubilizzante (scritto in inglese poichè trattato in laboratorio), mentre la versione naturale, ricinus comunis, è l’olio puro spremuto utilizzato nei rossetti per dare luminosità o nei rafforzanti per le ciglia. cosmetologiaLa decodificazione di tutti gli ingredienti poi farà capire anche quei chilometrici paroloni posti alla fine della lista che, essendo in fondo, rappresentano la minima parte del prodotto, ma essenziale per conservarlo, tipo metilclhoro-isothiazolinone, o imidazolidinyl urea che in effetti potrebbero intimorire. Come fare a capire? Il primo passo potrebbe essere quello di acquistare il mio libro: Cosmetologia, dove troverete la soluzione a tutti i dubbi etimologici e filologici dei cosmetici. Leggendolo, scoprirete poi che, per esempio, se una pelle è delicata e comincia a mostrare i primi segni di invecchiamento forse è meglio preferire un autoabbronzante di ultima generazione che, oltre al tradizionale DHA, contiene eritrulosio e beta carotene per dare un tocco ambrato alla vostra pelle; ma attenzione perché la melanina, pigmento endogeno responsabile dell’abbronzatura, non viene coinvolta, per cui la neo abbronzatura surrogata che sfoggerete non vi proteggerà dal primo sole.
E ancora, il magico mondo dei profumi... Che bello sarebbe profumare di buono e non puzzare mai. Conoscendo il mondo degli ingredienti cosmetici, è possibile schivare quelle molecole che non rispettano la fisiologia della pelle, tipo antitraspiranti a favore di dolci essenze agrumate che, miscelate con vitamine antiossidanti, consentono di far respirare le vostre ascelle senza danneggiare l’olfatto dei vicini di scrivania! In pratica diffidate di alluminium cloridate, petrolatum e clorexidine, e preferite tocoferol acetato (vitamina E), citrus aurantium e canaga dorata.

La lettura del'etichetta
Nella lettura dell’etichetta del prodotto cosmetico si deve tener conto di importanti fattori: • la presenza di conservanti, che possono provocare allergie, quindi, cercare di scegliere cosmetici che ne contengono in minore quantità;
• deve prestare attenzione all’ordine degli ingredienti elencati in etichetta: se le sostanze sono in cima alla lista, significa che la loro concentrazione nella formulazione è più significativa rispetto a quelle posizionate in fondo; deve verificare gli allergeni dei profumi (in totale 26); deve porre attenzione alla presenza di ingredienti nano tecnologici, che se non sicuri possono penetrare facilmente;
• non deve farsi ingannare dalle terminologie “fantasiose”, quali ipoallergico o dermatologicamente testato, perché non spiegano le reali caratteristiche del prodotto.
Alla fine l’INCI è tutto ciò che il consumatore può avere per sfruttare al meglio il cosmetico! Insomma, i casi sono due: per saperne di più, o comprate il libro, o continuate a seguirci sui prossimi numeri dove la storia “Cosmetolandia” continuerà appassionante.