L’ultimo volo tra le stelle

EDGAR MITCHELL CI HA LASCIATI

L’ultimo volo tra le stelle

Lo scrittore Alberto Beltrame e la giornalista Paola Harris ricordano Edgar Mitchell, il pilota del modulo lunare della missione Apollo 14, scomparso in febbraio. Quando si ritirò dalla NASA fondò l'Istituto di Scienze Noetiche per indagare sulle straordinarie potenzialità della mente, gli stati di coscienza e le esperienze transpersonali

edgar_mitchell In occasione della scomparsa di Edgar Mitchell, mi è stato chiesto di scrivere una breve e sintetica recensione del suo libro La via dell'esploratore, ben sapendo che sono un fan sia delle ricerche di Mitchell che del suo libro. Si fatica a scrivere una recensione su un testo autobiografico che descrive sia esperienze difficili da comprendere per noi comuni mortali (come posare il proprio piede sulla superficie lunare) sia pensieri intimi, quasi rivelazioni. Ho avuto il piacere di divorare il suo libro, come se ne divorano pochi nella vita - mi viene in mente sempre Siddharta di Hesse, Shantaram di Roberts, Il vangelo secondo Pilato di Schmitt, Cross Roads di Young - con la voglia di scoprire cosa sarà scritto nella pagina successiva e, soprattutto, lasciandomi trasportare in un mondo parallelo, dove i mari, le montagne, le città e le persone altro non sono che un susseguirsi di parole nere su pagine bianche. Come spesso accade con i grandi pensatori si è consapevoli, anche semplicemente osservandoli o leggendo gli spazi nei loro testi, che hanno effettivamente trovato una verità più grande, una saggezza più fine eppure, proprio perché si tratta di esperienza vissuta e non di mero ragionamento mentale, si diventa subito consapevoli che la loro difficoltà più grande consiste nel trasmetterla al prossimo. C'è chi usò metafore, chi formule scientifiche, chi poesie e chi disegno ma, per tutti, il problema era comunicare la verità svelata. coverNel suo libro Mitchell ci ha provato usando parole comuni, comprensibili a tutti e proprio per questo, mentre lo si legge, si ha la percezione che la si stia perdendo - la verità - o, per meglio dire, che non la si stia cogliendo interamente; si potrebbe paragonare a quando qualcuno ci indica la luna con un dito e noi invece di guardare il cielo, fissiamo il dito. La verità, o una parte di essa, in molti hanno provato a raccontarla e ogni volta suona un po' diversa, ma non per colpa loro: siamo noi che continuiamo a guardare dita di persone diverse invece di alzare gli occhi e vedere la luna. La Via dell'Esploratore non è un romanzo, come quelli citati poc'anzi, eppure la sua trama avvincente mi tenne incollato a quelle pagine. Lo lessi alcuni anni fa e molto ho dimenticato di ciò che vi è scritto, ma altrettanto mi è rimasto impresso; soprattutto la voglia, anzi la necessità, dell'autore di riuscire a trasmettere ciò che visse e comprese: quell'esperienza unica che provò quando si trovava a quasi 400 mila km. dalla terra. Ebbe un'epifania, una rivelazione che non solo gli cambiò la vita ma che riuscì a cambiarla anche a tante persone. ed-mitchell-apollo-14-427jf020311-1296845365Tornato dal suo viaggio fondò l'Istituto di Scienze Noetiche il cui scopo era, ed è tutt'ora, ricercare le correlazioni tra il mondo fisico e la mente umana e come la seconda sia in grado di influenzare il primo. Un uomo - Astronauta, Scienziato, Scrittore - sconosciuto ai più, ma dal quale presero spunto moltissimi scrittori e studiosi di successo; giusto per citarne uno, probabilmente il più noto: Dan Brown pose le fondamenta del suo quinto romanzo Il Simbolo Perduto proprio su questa scienza. Ed ecco che un po' piange il cuore a sapere che un altro grande uomo ci ha abbandonati, senza troppi clamori, senza tanti servizi sui telegiornali. Uno sconosciuto, fondamentalmente, che è riuscito a cambiare il modo di intendere la mente e di cui, fortunatamente, conserveremo sempre i pensieri, scritti di suo pugno, sperando di riuscire a comprenderli ogni giorno un po' di più. Un uomo che non solo ci ha indicato la luna con il dito, ma che è voluto arrivare fin lassù per accertarsi della verità che ci stava indicando.

Prefazione all’edizione italiana de La via dell’esploratore
Ho letto per la prima volta La via dell’esploratore del dottor Edgar Mitchell in un giorno, mentre ero a Lugano, in Svizzera, per le vacanze di Natale del 2002.

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La giornalista italo-americana Paola Harris, amica di Edgar Mitchell ed esperta di UFO.

È un libro affascinante poiché combina la metafisica e la scienza. Parla dell’esperienza molto spirituale che visse durante il viaggio spaziale sulla Luna, a bordo dell’Apollo 14. Ne parla spesso come di un sentimento di “unità” con il cosmo. Ciò che mi colpì maggiormente del libro era il fatto che dettagliasse la ricerca del dottor Mitchell sulla connessione psichica della realtà, poiché descrive la sua ricerca presso lo Stanford Research Institute (SRI) con Uri Geller e altri sensitivi e guaritori molto dotati.
Questo volume contiene il racconto di un viaggio, una ricerca della verità, in cui la maggior parte di noi ricercatori può riconoscersi. L’interesse di Mitchell include i fenomeni paranormali e della coscienza. Durante il volo dell’Apollo 14, egli condusse degli esperimenti extra-sensoriali privati insieme ai suoi amici sulla Terra. All’inizio del 1973 fondò l’Istituto per le Scienze Noetiche (IONS), con lo scopo di condurre e sponsorizzare la ricerca in aree che la scienza ufficiale
 considerava improduttive, incluse la coscienza e i fenomeni psichici. La creazione di tale istituto è forse il contributo più grande di Mitchell al mondo. È l’integrazione della scienza con la spiritualità e il ritorno alla saggezza antica.

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Nello spazio Mitchell fece esperimenti di telepatia con le carte Zener, che poi approfondirà nel suo Istituto.

Ho incontrato il dottor Mitchell molte volte e siamo diventati amici personali, entrambi chiediamo la fine della segretezza e del cover-up sul fenomeno UFO, un richiamo agli Stati Uniti d’America per rilasciare informazioni e aprire i suoi file su Roswell.
Oggi Edgar Mitchell è un eroe, non perché sia stato un astronauta che ha camminato sulla Luna, ma perché ha una visione multidimensionale della realtà. Ha un grande senso di integrità e per noi, nella comunità di ricerca sugli UFO, uno dei pochi ex dipendenti della NASA a chiedere verità e trasparenza, esponendo le anomalie viste dagli astronauti nello spazio. Si cita una sua dichiarazione: «Penso di aver raggiunto il punto di convinzione sulla realtà della presenza extraterrestre e non la negherò allontanandomene timidamente… È tempo di aprire la cosa alla gente».
 Conoscerlo è un onore, perché appartiene a una razza rara: è uno di quei saggi dotato di una saggezza non convenzionale, che supera i limitanti confini della ricerca scientifica. La sua onestà è ovvia, così come la sua volontà di desiderare il progresso di questo pianeta e della specie umana in un cammino evolutivo di illuminazione e amore.

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Mitchell con il sensitivo israeliano Uri Geller ai tempi dei loro primi esperimenti paranormali.

Ciò che è stupefacente per me in questo suo libro, La via dell’esploratore, è che include il "componente paranormale alla ricerca scientifica", cosa che il mio collega e padre dell’Ufologia, il dottor Allen Hynek, una volta mi disse di non trascurare mai. È tutto connesso nell’equazione quantica.
 La ricerca della verità ha lanciato il dottor Mitchell in un viaggio, un arcobaleno di visioni di come l’umanità può evolvere, raggiungere il suo potenziale più alto, trascendere i propri limiti per divenire una specie evoluta, forse meritevole di un posto nella comunità galattica. Una volta mi ha detto che c’è comunicazione, o unione mentale, metafisica e non locale per la maggior parte di funzioni umane.
Mitchell aggiunge che la "non-località", chiamata anche "intreccio" di particelle nella fisica teoretica, può spiegare molti dei misteri di oggi. C’è unità nella nostra realtà. C’è unità nel nostro universo. Mi ha detto che abbiamo a che fare con un difficile processo. Il problema principale è che noi, come civiltà terrestre, non siamo per nulla arrivati a comprendere noi stessi, o vedere noi 
stessi, in senso cosmico. mfe_portLg-ionsSiamo ancora molto provinciali. Combattiamo per la religione, ma nel proprio cuore interiore ogni religione parla di qualità come l’amore e la fratellanza. È la differenza culturale a causare la divisione. Non si tratta di differenza intrinseca. L’esperienza trascendentale è comune a ogni cultura del mondo e l’esperienza trascendentale è amore fraterno, natura, armonia, unità. Le culture, cercando di definirla, pongono la divinità esterna in opposizione al processo reale.
 Sono d’accordo con lui quando dice che la nostra conoscenza di base è incompleta. Tutto ciò che facciamo è aggiungere dati alla nostra conoscenza di base. Ci stiamo muovendo in una direzione di cosmologia quantica, che ha origine in diversi processi quantici definiti come fluttuazioni quantiche entro un campo a punto zero.

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Mitchell si batteva perché la NASA e i servizi rendessero pubblici i documenti sugli UFO.

Può iniziare il processo che costruisce il processo, il quale si struttura in materia che, secondo Mitchell, è irreversibile in natura.
 Vedo questo libro come un regalo: un dono per le future generazioni che possono mettere insieme il puzzle della vita riunendo scienza, meccanica quantica, coscienza ed evoluzione spirituale.
Infine, il dottor Mitchell mi ha detto una volta che l’ignoranza è un prodotto del nostro ego. È la mancanza di volontà di andare oltre l’ego. La trascendenza ci muove oltre l’ego. Se andiamo oltre l’ego vediamo tutto ciò in una prospettiva migliore e possiamo iniziare a mettere insieme i pezzi. È una vergogna che non l’abbiamo ancora fatto come civiltà. A tempo debito, questo è ciò che deve accadere per poter sopravvivere. È la filosofia, la nozione intera di determinismo, è il futuro, farà cambiare la nostra realtà. Creiamo un futuro.
Non è modellato in pietra.
Il potere delle parole di Edgar Mitchell, della sua incredibile saggezza, del suo spirito creativo inspirerà nel lettore di questo libro una nuova comprensione del nostro mondo e uno sforzo per aiutare a creare un futuro abbondante e sostenibile in unità e armonia cosmica.

Per saperne di più
www.verdechiaro.com