Il segreto degli sciamani

Gli sciamani Fulni-ô

Il segreto degli sciamani

Viaggio tra i Fulni-ô, una popolazione india che vive nella foresta nel Nord-Est del Brasile, che è riuscita misteriosamente a mantenere quasi intatti i suoi costumi e le sue tradizioni millenarie per cinquecento anni. Per la purezza del cuore, il senso della sacralità della vita e le loro capacità curative possono aiutare la cultura occidentale sia sul piano filosofico-spirituale che su quello della medicina

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Mauro Villone si prepara a un rituale Fulni-ô.

Nell’ambito di un più ampio percorso di ricerca culturale e spirituale, da molti anni sono orientato all’approfondimento delle tematiche psico-spirituali legate alle culture indigene. In Brasile, dove risiedo gran parte dell’anno, sono entrato in profondo contatto in particolare con i Krenak del Minas Gerais, gli Huni Kuin dell’Acre (Sud Amazzonia) e i Fulni-ô del Pernambuco, su cui vorrei soffermarmi ora. Si tratta di un gruppo molto particolare, dalle attività di carattere culturale che hanno una profonda valenza terapeutica, sui quali sto preparando un agevole libro on-demand.
Fino a pochi anni fa i Fulni-ô non uscivano facilmente dalle loro aree protette in Pernambuco, ma le recenti secche e la diminuzione della cacciagione li ha costretti a cercare altrove risorse per sopravvivere. Inizialmente si sono mossi per presentare in aree urbane del Brasile la loro cultura in scuole, musei, istituti ed eventi, nei quali vendevano anche il loro artigianato sopraffino e le loro performance di danza e canto.

Artigianato, danze e canti sacri

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Pernambuco (Brasile). Un'artigiana di 95 anni.

Visto l’elevatissimo livello sia della produzione artigianale che delle musiche e delle coreografie hanno suscitato ben presto l’interesse di giovani impegnati nella ricerca culturale e spirituale, ricercatori e studenti.
Sia l’artigianato che le danze e i canti sono considerati dai Fulni-ô profondamente sacri. Il fatto di doversi esibire e dover dare i propri oggetti sacri per denaro ha creato loro non poche difficoltà di carattere etico. Riescono comunque a sopportare quella che per loro è una anomalia assoluta perché, costretti a farlo per necessità di sopravvivenza, spiegano a se stessi che si tratta di una sorta di “caccia” che un tempo veniva fatta con arco e frecce e oggi con computer e cellulari. Potrebbe far sorridere, specie i cinici, se non fosse che la questione è molto più profonda e complessa di quanto non si creda.

Un segreto millenario

Aritana. Capo di un gruppo Fulni-o

Aritana, capo di un gruppo Fulni-ô.

Di fatto i Fulni-ô, unici nel Nordest del Brasile - e come pochi altri popoli nel resto del Paese - sono riusciti misteriosamente a mantenere per cinquecento anni da dopo l’invasione quasi intatti i loro costumi e le loro tradizioni millenari. Si tratta di un fatto abbastanza sorprendente. In estrema sintesi i Fulni-ô sostengono di avere un segreto. Tale segreto si espleterebbe all’interno di un processo che loro chiamano Ouricurì.

Aguas Belas. Villone con la famiglia di Aritana.

Aguas Belas. Villone con la famiglia di Aritana.

Lo chiamo processo poiché l’Ouricurì è un luogo, un periodo dell’anno, una pratica, ma anche musica, danze, rituali, psicologia motivazionale, sacralità e molte altre cose.
Quando sono stato a trovarli di recente mi hanno portato in visita all’area sacra dell’Ouricurì. Si tratta di qualcosa del tutto eccezionale per un uomo bianco. Mi hanno anche autorizzato non solo a intervistarli e a scrivere il libro, ma anche a pubblicare articoli e fotografie. Devono farlo anche per necessità, poiché hanno bisogno di aiuto sul piano materiale. D’altra parte essi per diverse ragioni possono aiutare molto la cultura bianca sia sul piano filosofico-spirituale che su quello della medicina.

L'albero della vita

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I Fulni-ô custodiscono un albero sacro, simile a quello del film "Avatar", dove si riuniscono per le loro cerimonie.

Nell’area dell’Ouricurì ho preferito scattare pochissime fotografie. Tra l'altro mi hanno impedito di fotografare - e anche di avvicinarmi - a un albero tutto decorato da nastrini colorati che si trova al centro della vastissima area sacra, che loro stessi hanno paragonato all'albero del film Avatar, sotto il quale i Na’vi si ricaricavano di energia.
Nell’area dell’Ouricurì passano tre mesi l’anno e il resto dell’anno un giorno la settimana. Senza elettricità, né nessun altro tipo di comfort o di servizio. A parte le capanne, che oggi sono diventate casette in muratura (poiché quando erano di paglia i fazenderos bianchi le davano in continuazione alle fiamme), lì non hanno nulla, nemmeno cellulari o fornelli a gas. Si isolano totalmente dal mondo esterno e si immergono nella natura totalmente selvaggia per tre mesi, dove svolgono continui rituali, cerimonie e socializzazione. Lo fanno con profondo amore, partecipazione e felicità in settemila.

Tre mesi all'anno di rituali

Rituale.Fulni.o.aRio.de.JaneiroQuesta tradizione dura da millenni. Sembra che sia proprio questa attività a renderli capaci di non soccombere, come è successo alla maggior parte delle altre tribù, alla pressione del mondo tecnologico occidentale. La partecipazione all’Ouricurì è obbligatoria. Non ci si può dichiarare Fulni-ô se non si partecipa. Addirittura si può essere espulsi dall’Aldeia (il villaggio indio, n.d.r.). L’ingresso nell’area è vietato ai bianchi tranne rare eccezioni, stabilite dai capi e dai Pajé (sciamani) ed è tassativamente vietata ad essi la partecipazione all’Ouricurì. Anche se sarebbe comunque difficilissimo risiedere per tre mesi nella foresta, quasi sempre nudi, in condizioni totalmente selvatiche.
Quello che è interessante notare sono la sincera purezza del loro cuore e la capacità che hanno, comune ad altri indios non troppo contaminati, di dare un profondo significato a qualsiasi dettaglio, a sacralizzare qualsiasi cosa.

Un aiuto per la crisi dell'Occidente?

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Xowa Tapuya, un "fratello nello Spirito" .

Il mio obiettivo, insieme al gruppo di lavoro che collabora con i guerrieri e gli sciamani Fulni-ô, è quello di trovare un punto d’incontro ideale nel quale noi possiamo offrire loro un sostegno materiale ed essi possano trasmetterci una visione diversa, utile per affrontare la profonda crisi che il mondo occidentale sta attraversando. Si tratta, di fatto, di metodologie antichissime per l’esplorazione di sé e dell’ambiente. Ma anche di capacità curative, che si espletano sul piano dell’erboristeria e soprattutto sul piano rituale, musicale e delle pitture corporali. Per qualche imperscrutabile ragione la pittura sacra del corpo, che ho sperimentato diverse volte anche su me stesso, realizzata con pigmenti tratti da terra e sementi, ha una funzione profondamente tonificante sia sul piano fisico che su quello psico-spirituale. Nel complesso le pratiche rituali, di meditazione e di socializzazione dei Fulni-ô sono metodi antichissimi per l’esplorazione della coscienza di Sé e delle proprie relazioni con il Cosmo. Per arrivare a una visione profonda di ciò che abbiamo dentro e intorno a noi.

Rispettare la sacralità della vita
Una delle cose che mi hanno maggiromente colpito sono le emozioni, i sentimenti e la concezione della sacralità della Vita che tale visione comporta, come mi ha espressamente chiesto Taf-chia, curandero, mio fratello in spirito, grazie al quale sto raccogliendo parte del materiale. Sono cose su cui i Fulni-ô hanno molto da dire, nonostante le loro gravi difficoltà logistiche e materiali.
Accanto.al.fuoco.sacro.Aldeia.Fulni.o.di.Aguas.Belas(1)La scienza, mentre cerca di spiegare cosa siano la vita, la coscienza e la percezione, si avvicina sempre di più ad abissi percorribili più agevolmente proprio con la percezione e la coscienza stessa. Personalmente mi trovo con il cuore su questo sentiero poiché per me il punto è che sono perfettamente consapevole del fatto che ci sono innumerevoli paradisi e inferni ancora da esplorare. E non è che mi senta in dovere di farlo, ma mi incuriosiscono immensamente.
Forse sono in pochi a rendersi conto che la vita passa in un lampo ed è perfettamente inutile lamentarsi poiché non si vive come si vorrebbe o, al contrario, dichiarare con orgoglio che si sta benissimo così, perché così è la vita. C’è qualcuno che davvero ha capito come è la Vita? La netta sensazione talvolta è che il tempo non esista e che l'impermanenza regni sovrana.
Persino le scienze cognitive stanno arrivando a concepire come tutto sia un'illusione dei sensi, essendo la vita e la mente intrinsecamente legate e producentisi a vicenda. La realtà ultima, sempre che esista un punto di arrivo, potrebbe risultare semplicemente incomprensibile. Al tempo stesso è tutto palesemente grandioso e misterioso, come insegnano gli antichi maestri. E alla fine l’unica energia che resterà mescolata alla nostra, nell’eternità, saranno proprio le emozioni, i sentimenti e le relazioni umane.

Torino, 3-5 giugno. Seminario pratico sullo sciamanismo.
Sarà condotto da Carlos Sauer, un brasiliano bianco che ha vissuto per 20 anni con i Cheyenne e i Sioux Lakota del Nord America. In Brasile ha lavorato con gruppi indios Fulni-ô e Krenak. Oggi conduce rituali e cerimonie sciamaniche di cura a Rio de Janeiro, insieme a Taf-chia e altri curanderos Fulni-ô.
Nel seminario, che Carlos terrà con sua moglie Juliana, psicologa reichiana e con il nostro aiuto, si sperimenteranno tecniche sciamaniche di cura, visione e meditazione.
Per ricevere il programma e per ulteriori info scrivere a: [email protected]