Il Bell’Antonio

I GIORDANA

Testo: Vitaliano Brancati
Riduzione teatrale di Antonia Brancati e Simona Celi
Regia: Giancarlo Sepe
Interpreti: Andrea Giordana, Giancarlo Zanetti, Luca Giordana, Elena Calligari, Simona Celi, Michele De Marchi, Natale Russo, Alessandro Romano, Giorgia Visani
Dove: Teatro Manzoni, repliche fino al 26 gennaio

A sessant’anni dalla morte di Vitaliano Brancati, Antonia (la figlia che lo scrittore ebbe da Anna Proclemer), insieme a Simona Celi, ha ripreso il romanzo italiano più letto dopo “Il Gattopardo” per trascriverlo per il teatro, rispettando fedelmente l’opera originaria. Protagonisti, una grande coppia di attori: Andrea Giordana, nella parte di Alfio, padre del giordana-zanetti_scenaIMG_9217bell’Antonio, e Andrea Zanetti, lo zio giramondo, unico personaggio libero e non convenzionale (entrambi, a destra). La storia, per la verità non molto attuale (anche se forse alcuni maschi si misurano ancora esibendo le loro capacità amatorie) è ambientata nel 1934, nell’Italia fascista. Tutto inizia a Roma, dove Antonio, bello e triste (un sofferto e tormentato Luchino Giordana, figlio di Andrea nella scena e nella vita, al suo primo ruolo importante), che nella Capitale si è guadagnato la fama di sciupafemmine anche in ambienti altolocati, decide di tornare a casa, dove lo aspetta un padre orgoglioso di questo figlio solo per le sue prodezze amatorie, per il quale il valore di un uomo si misura nelle sue gesta sotto le coperte. E dove la sua fama si diffonde velocemente rendendolo oggetto del desiderio di svariate fanciulle. Antonio accetta un matrimonio combinato dalle famiglie, innamorandosi realmente della sposa, ma in tre anni non riesce a consumare. Non è affatto un grande amatore, anzi, finalmente – quando la ragazza parla con la famiglia che la spinge a sciogliere questo matrimonio per farla sposare con un altro ricco pretendente – il padre viene messo di fronte a una verità che continua a non voler vedere: suo figlio non solo non è virile come lui, ma è addirittura impotente. E’ una SONY DSCtragedia inaccettabile. Per far tacere le malelingue, Alfio chiede ad Antonio di dimostrare al mondo la sua virilità, andando con lui in un casino. Di fronte al disperato diniego, decide di tenere alto lui l’onore famigliare e se ne va da solo in un bordello, dove morirà sotto le bombe. Intorno ai principali personaggi, si muove un ambiente convenzionale, interessato, macchiettistico (alcuni attori ricordano a volte le movenze dei pupi siciliani). Bravissimi gli attori, buona la regia, povera invece la scenografia, che con una trovata poco felice utilizza per segnare i cambiamenti di luoghi e tempi una grande tenda che gira su un perno al centro della scena.

Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata. Mailto: manuela.pompas@gmail.com