Ricordando Cino Tortorella

Sognava una trasmissione sul paranormale

Ricordando Cino Tortorella

di Giorgio Cozzi. Il popolare presentatore, attore e regista Cino Tortorella, il Mago Zurlì, ci ha lasciati per un viaggio definitivo nell’oltre vita sognando di fare una trasmissione sul paranormale.

Cino Tortorella (websource) con Topo Gigio se ne è andato a 89 anni.

L’ultima volta che ci siamo visti è stato a Natale: infatti eravamo soliti passare la vigilia insieme alle reciproche famiglie. Sì, perché il famoso mago Zurlì aveva sposato una cugina prima di mia moglie, Maria Cristina, per cui da molto tempo ci frequentavamo nelle feste comandate.
Avevo anche partecipato a qualche sua trasmissione sui temi della Parapsicologia, della cui ricerca mi occupo da anni. L’intesa tra di noi era tale che avevamo elaborato un programma televisivo S.O.S. telepatia, riprendendo un titolo caro a mia suocera, Venia, grande sensitiva, ben conosciuta da Cino, che aveva tenuto una rubrica su Confidenze con quel titolo, usando doti telepatiche. Cino aveva regolarmente registrato il programma, ma poi non era riuscito a tradurlo nella pratica. Doveva essere un gioco a quiz in cui le prove erano basate su tecniche di telepatia, chiaroveggenza, precognizione, intervallate da ospiti sulle materie della Parapsicologia.

L'ultimo Natale... prima dell'ultimo viaggio
A Natale, appunto, Cino mi narrò per l’ennesima volta le sue esperienze NDE, che chiamava “pit stop nell’aldilà” (pit stop è la fermata che, durante una gara, le auto fanno per rifornimento di carburante o cambio delle gomme, n.d.r.) e si rammaricava del fatto che non era stato (ancora) possibile realizzare il nostro comune sogno. Troppo preso dal lavoro io, sempre in viaggio per spettacoli e impegni lui, poco sensibili in RAI sull’argomento.
Cino aveva avuto due volte un’esperienza perimortale in occasione di due ischemie, nel 2007 e nel 2009, in cui aveva vissuto quelle visioni che appaiono simili in tutto il mondo a chi sperimenta una sorta di morte momentanea e poi viene richiamato in vita con manovre d’emergenza o talvolta anche spontaneamente. Uscita fuori dal corpo e visione dello stesso steso sul lettino della sala operatoria o dell’ambulanza o del pronto soccorso, entrata in un tunnel, uscita in un chiarore luminoso, visione di parenti o persone significative defunte che accolgono al termine del tunnel di luce, improvviso richiamo all’interno del corpo. In più, stato di benessere provato durante l’esperienza e sofferenza nel rientrare in un corpo dolente.
«Ho iniziato a sentire una matassa di voci, poi ho riconosciuto quella di una mia sorellina cara, Mariele Ventre (storia direttrice del coro dell’Antoniano) che mi dicevano stiamo qui stiamo bene, ti vogliamo bene e ti aspettiamo», aveva raccontato. «Ma la voce di mia madre, subito dopo, mi diceva: non adesso! E così sono tornato indietro e mi sono ritrovato con gli stessi dolori che avevo prima».
Talvolta le persone incontrate dicono “Non è ancora la tua ora!”, talaltra ci si trova davanti a un bivio con una scelta che evidentemente è quella di continuare la vita.
Cino aveva una memoria precisa di questa esperienze e la raccontava sempre con enfasi e dettagli meticolosi, quasi come se la rivivesse mentre la memorizzava e non accennava mai ad un’esperienza negativa. Il suo racconto corrispondeva puntualmente a quanto registrato in letteratura, dove in particolare Melvin Morse ha descritto le NDE di bambini, che non potevano certo, data l’età, poter avuto gli strumenti cognitivi per falsificare l’esperienza e che spesso indicavano situazioni e dialoghi a cui non potevano aver assistito, anche a distanza.

Mago Zurlì allo Zecchino d'oro, che ha condotto per 50 anni, con Barbara Ferigo.

Cino doveva parte del suo successo alla figura di “Mago Zurlì” da lui ideata e ci sapeva fare con i bambini, aveva un modo tutto speciale di interagire con loro, forse per certi versi era “bambino” o sapeva esserlo.
Lo ricorderò così, con la sua passione enogastronomica (mi valutava i vini e apprezzava i piatti di mia moglie), il suo affetto per i quattro figli che l’hanno accompagnato nell’ultimo viaggio per l’aldilà, stavolta senza pit stop, verso un mondo che ormai sapeva andava oltre i confini di questo piano di esistenza. Purtroppo lo ricorderò con lo stesso rimpianto della vigilia di Natale: S.O.S. Telepatia, un sogno irrealizzato (per ora).