La magia del suono

Due concerti multisensoriali

La magia del suono

di Manuela Pompas. Luca Vignali e Màlleus, nei loro concerti a Milano invitano ad ascoltare la loro musica ad occhi chiusi, con tutti i sensi: una straordinaria esperienza multisensoriale, in cui il corpo vibra e la mente evoca scenari immaginifici

Ospite per la seconda volta di Karmanews in Mondadori, Luca Vignali ha dato il meglio di sé. «Io non faccio musicoterapia», ha dichiarato il musicista «insegno ad ascoltare la musica, che ovviamente – secondo la medicina vibratoria - ha un’influenza positiva sia sul corpo che sulla psiche».
Luca, laureato in violino e direttore d’orchestra, ha fondato la scuola La terapia del suono. Ha viaggiato in tutto il mondo studiando la musica di altre culture e incontrando molti sciamani, da quelli dei nativi americani, ai tibetani, i siberiani, gli aborigeni australiani. «Insegno ad ascoltare i suoni con tutto il corpo. Masaru Emoto e Hans Jenny, lo studioso svizzero scopritore della cimatica, ci hanno fatto vedere con due procedimenti diversi come il suono modifichi la materia. E poiché noi siamo fatti per l’80% di acqua (anzi, secondo Gerald Pollack, PhD, Professore di Bioingegneria presso l'Università di Washington, addirittura del 99%, n.d.r.) ogni suono ha un effetto positivo o negativo sul nostro organismo».
Con lui, sul tavolo, c’era il suo prezioso violino, i diapason, alcune campane tibetane (formate da sette elementi) e le campane di cristallo, in realtà di quarzo. La loro struttura interna a spirale e la forma arrotondata produce un suono non lineare ma multidirezionale. Il loro suono ci circonda, ci attraversa e ci fa vibrare. Le loro vibrazioni stimolano le cellule, il suono entra nel corpo non solo dall’orecchio ma da tutte le dimensioni
«La musica delle campane di cristallo (che emettono i toni puri) è una forma di medicina vibratoria che convalida che tutto nell’universo è in una condizione di vibrazione e la frequenza a cui un oggetto o una persona vibra, il più naturalmente, è chiamato risonanza», dice. «I chakra, le ossa e i nostri organi possiedono una frequenza di risonanza differente. Quando un organo o una parte del corpo sta vibrando male o non armoniosamente, è definito in ” facilità di dissonanza ” o malattia. Immaginate la malattia come un’orchestra in cui, ad un tratto, uno dei suoi componenti comincia a stonare! La medicina vibratoria è basata sull’idea che tutta la dissonanza, è caratterizzata dal blocco dell’energia nei canali energetici (nadi).
Quando c’è un blocco, l’organo in questione smette di vibrare ad una frequenza naturale e provoca così un certo genere di malattia. Il suono può liberare questi blocchi».
Dopo aver suggerito al pubblico in sala di chiudere gli occhi, Luca ci ha invitati a immaginare di avere un orecchio enorme, grande come il nostro corpo, e di ascoltare i suoni con ogni parte di noi, ogni cellula. A questo punto ha suonato il violino, poi le campane tibetane e poi quelle di cristallo, che in modo diverso hanno risuonato nel corpo. Mentre ho percepito violino e campane tibetane come elementi di armonia, è stata impressionante per me (ogni persona ha percezioni diverse) l’esperienza delle campane di cristallo: mi sembrava di avere addirittura un elicottero sopra la testa. Una serata così positiva che ho chiesto a Luca di organizzare un gruppo di una giornata per Karmanews.

L’Opera Totale di Màlleus
Ma ancor più sconvolgente, in termini di percezione, è stato per me la sera successiva il concerto L’Opera Totale del chitarrista e compositore marchigiano Màlleus.
Avevo incontrato questo “ragazzo” durante un seminario negli anni ’80 nelle Marche (lui vive a Recanati, dove ha aperto in un castello in cui risuonano echi medievali un laboratorio di scrittura e di arte amanuense) e poi ci eravamo persi di vista. Ma un amico comune, Gian Marco Bragadin, mi ha invitato ad accompagnarlo al teatro Litta di Milano per ascoltare il suo concerto… multisensoriale.
Anche lui ci ha chiesto di ascoltare la musica ad occhi chiusi, in stato meditativo, usando i cinque sensi. Anzi, ci ha detto che se avessimo avuto un problema, una scelta da fare, una risposta da chiedere molto probabilmente avremmo avuto la risposta durante il concerto. E così è stato, soprattutto per chi è abituato a farsi domande e ad ascoltare le risposte che vengono dal profondo (o da un’altra dimensione).

Un momento di apertura del concerto.

La mia recensione non è certo quella di un critico musicale, non avrei questa competenza. Tuttavia, poiché la musica è uno dei linguaggi dell’anima, devo dire che essendo l’Opera Totale fortemente evocativa, è stata un’esperienza sbalorditiva, che mi piacerebbe ripetere (mentre scrivo sto però riascoltandola sul CD). Ho cercato di legare ogni brano all’altro, seguendo il filo di un racconto, ma non ci sono riuscita. Invece ho avuto tanti spezzoni di un film personale, ovviamente: mi sono ritrovata nello spazio, su altri pianeti, forse anche in collisione, e poi in una foresta pluviale dalla natura selvaggia, in mezzo a un temporale, in momenti di guerra, di incendi, la discesa verso il buio (qualcuno ha paragonato la sua Opera al viaggio che fece Dante, dall'Inferno al Paradiso), poi una marcia trionfale di vittoria, di feste e cerimonie medievali, forse anche durante un torneo cavalleresco. Il tutto accompagnato di tanto in tanto da profumi floreali, da odori a volte sgradevoli (di bruciato) e persino da una pioggerellina sottile (che essendo uscita dal parrucchiere poche ore prima non ho tanto gradito!). Per poi risalire verso la Luce, con canti religiosi forse in una cattedrale...

La Rocca degli Ottoni.

Un'opera nata da un'esperienza misteriosa
Quest'Opera nasce da un evento misterioso , di cui si conoscono solo pochi particolari. Giovanissimo, affascinato dalla potenza introspettiva della musica, Màlleus si recò alla Rocca Degli Ottoni, un insieme di ruderi nei pressi di Recanati, dove in meditazione rivisse esperienze extrasensoriali, forse stralci di vite precedenti, contatti con altre dimensioni. Poi, nel '96, dopo un lungo travaglio interiore, deciae di pubblicare,  quella indimenticabile e misteriosa esperienza dopo averla trasformata in musica. L’Opera totale, chiamata Paranorm venne pubblicata nel 1992 con la propria etichetta MCM: è un album di “musica psichica”, funzionale a liberare la mente da ogni condizionamento, concepito e dichiarato come viaggio magico. Per la realizzazione dell’album Malleus si è servito di uno stuolo di collaboratori marchigiani. In primis la brava vocalist Donatella Duranti, poi l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro di Santa Cecilia di Corridonia e la compagnia teatrale La Rancia di Tolentino.