Elogio delle spezie

Più gusto e più salute con un tocco esotico ai nostri piatti

Elogio delle spezie

di Lucia Carleschi. Da Harvard nuove conferme dei benefici associati al consumo di alcune spezie che, se adeguatamente utilizzate, possono rappresentare un aiuto addirittura per il nostro cervello

Le spezie tipiche dell'inverno, oltre a dare una marcia in più alle pietanze in voga in questa stagione, sono molto amiche della nostra salute e del nostro benessere.
Basandosi su studi specifici, i ricercatori di Harvard ci fanno sapere che chiodi di garofano, cannella, noce moscata e altre spezie che noi utilizziamo normalmente in cucina contengono sostanze che ci fanno bene su più fronti: per esempio, hanno effetti positivi sulla memoria, riducono lo stress e migliorano il sonno.
Le erbe e le spezie fanno parte da lungo tempo della nostra dieta e hanno da sempre un ruolo anche nelle medicine di antica tradizione. I loro effetti sul cervello possono essere significativi, però attualmente - avvertono gli esperti americani - c'è bisogno di ulteriori ricerche per determinare il potenziale utilizzo delle spezie come farmaci. Inoltre non serve assumere qualsiasi spezia in grandi quantità per massimizzarne gli effetti positivi ed è sempre meglio confrontarsi con il proprio medico prima di introdurre cambiamenti radicali nella propria dieta. In ogni caso, a differenza di molti prodotti farmaceutici, le spezie che consumiamo abitualmente in genere non causano effetti collaterali indesiderabili per la maggior parte degli individui quando vengono impiegate nell'ambito di una normale dieta.
Utilizzarle nel corso di tutto l'anno e non solo nella stagione invernale pare sia una maniera efficace, oltre che deliziosa, per rinvigorire il nostro cervello e ricerche attualmente in corso scoprono continuamente nuovi effetti positivi.

Le proprietà delle spezie più comuni.
Alla cannella, una delle spezie più note, sono state attribuite proprietà antiossidanti, antibatteriche e antidiabetiche. Uno studio effettuato su animali e pubblicato sulla rivista Nutritional Neuroscience ha provato che un estratto realizzato con questa spezia ha protetto i topi di un laboratorio dai danni al cervello causati da stress ossidativo. Gli effetti benefici sul cervello associati con il consumo di cannella negli umani includono una riduzione delle infiammazioni, un miglioramento della memoria, dell'attenzione e del processo cognitivo. La cannella si può aggiungere al caffè, alla frutta fresca, ai dolci, allo yogurt o ai cereali della prima colazione.

La noce moscata contiene varie sostanze che migliorano l'umore, aiuta ad alleviare il dolore e rilassa i vasi sanguigni abbassando così la pressione del sangue. Alcune ricerche suggeriscono che una sostanza presente nella noce moscata può aiutare a rallentare il declino cognitivo negli individui con Alzheimer e promuovere la guarigione del tessuto cerebrale in seguito a ictus. Se sciolta nel latte caldo, la noce moscata favorisce il sonno. La si può aggiungere i prodotti da forno, alle pietanze a base di uova, e persino agli hamburger. Ottimo l'abbinamento con riso nero o la panna montata.

Ricchi di proprietà benefiche, i chiodi di garofano, così come la noce moscata, provengono dall'Indonesia. Una ricerca ha messo a confronto i chiodi di garofano con oltre 1100 altri alimenti, giungendo a riconoscere a questa spezia un potere antiossidante tre volte superiore a quello del cibo che occupa il secondo posto di questa particolare classifica, cioè l'origano essiccato. I chiodi di garofano fungono anche da agente naturale antinfiammatorio e antimicrobico, oltre che da anestetico locale, e hanno mostrato inoltre di avere proprietà antimicotiche. In una sostanza presente nei chiodi di garofano è stata riscontrata una capacità 29 volte superiore a quella dell'aspirina di contribuire a prevenire i coaguli sanguigni. Ottimo l'abbinamento di questa spezia coi prodotti da forno, le zuppe di legumi, i cereali cotti, gli smoothies e il peperoncino.

Allo zenzero è stata riconosciuta la capacità di alleviare il dolore grazie a componenti attivi che assomigliano a quelli della capsaicina, un altro antidolorifico molto famoso che si trova nei peperoncini. Aiuta anche a ridurre la nausea e a tenere sotto controllo le infiammazioni. Inoltre contrasta i danni alle cellule causati dai radicali liberi, agisce come fluidificante del sangue e si è scoperto che aiuta a proteggere le cellule del cervello dal deterioramento associato all'Alzheimer. Uno studio che ha coinvolto 60 donne di mezza età ha scoperto che un uso quotidiano di 800 mg di estratto di zenzero si è rivelato di aiuto per la memoria e per l'attenzione. La radice di zenzero fresca si può grattugiare nelle insalate e nelle marinate. Lo si può utilizzare cotto con verdure come le zucche, le patate dolci e i piselli. In polvere può essere aggiunto ai prodotti da forno, al tè o agli smoothies di frutta.

Il cardamomo è parente dello zenzero e della curcuma. Ha proprietà antibatteriche e antiossidanti che aiutano a proteggere le cellule del cervello dal danneggiamento causato dai radicali liberi. Uno studio pubblicato sull'Indian Journal of Biochemistry and Biophysics ha dimostrato che il consumo di una quantità di cardamomo pari a mezzo cucchiaino da tè al giorno per tre mesi unito a una dieta salutare aiuta a normalizzare la pressione del sangue e riduce il rischio di infarto rilassando le arterie e i muscoli del cuore. Lo si può aggiungere al caffè, unendolo alla polvere che si mette nel filtro della moka, o al tè, ai cibi cotti a vapore o alle zuppe. Ottimo miscelato agli impasti per i dolci, anche quelli al cioccolato, o a pietanze salate di ispirazione esotica. È delizioso inoltre con gli smoothies e il porridge.