Mario Agrifoglio: i colori metamerici

Il primo artista che ha adoperato la Lampada di Wood

Mario Agrifoglio: i colori metamerici

La Fondazione Mario Agrifoglio di Fivizzano (MS), nata nel 2014 per conservare e valorizzare le opere dell'artista, raccoglie ed espone più di trecento lavori del pittore ligure, che ha dedicato la sua vita a sperimentare le mutazioni percettive che subiscono i colori quando sono illuminati dalla luce diurna o dalla Lampada di Wood

001.Agrifoglio.MarioMario Agrifoglio, pittore ceramista e scultore, nasce a Santa Margherita Ligure nel 1935, si trasferisce con la famiglia a San Remo dove studia alla scuola d'arte e inizia a frequentare l'ambiente artistico; poi si trasferisce ad Apricale (IM), un borgo medioevale che negli anni Sessanta gode di un'intensa attività culturale attirando artisti italiani e stranieri che ne affrescano i muri, dove è nominato Direttore Artistico del “Centro Artistico Nervino” e dove oltre alla sua attività pittorica organizza mostre per altri artisti e apre una scuola di ceramica. In continuo movimento prosegue la sua attività di pittore e gallerista in altre città e quando nel 1968 lavora come restauratore nelle Marche, per la prima volta usa la luce ultravioletta (Lampada di Wood, detta anche luce nera) per evidenziare i diversi colori e le ridipinture presenti nei lavori da restaurare. Due anni dopo si trasferisce a Melzo, dove inizia ad applicarsi alla teoria del colore e ai mutamenti provocati dalla luce ultravioletta sui pigmenti per la pittura: ricerca che condurrà fino alla sua scomparsa nel 2014.

Le illusioni cromatiche
002-AGRIFOGLIO-D-101Dopo delle esperienze di restauro Mario Agrifoglio si interessa allo studio del colore agli effetti dell'ambiguità ottica e del contrasto simultaneo, studiando in particolare gli scritti e le opere di Josef Albers, e dal quel momento per tutto il suo percorso artistico si dedica alla tecnica pittorica della 'doppia immagine', in cui sperimenta le leggi percettive che regolano la diversa apparenza dei colori dipinti, a partire dal metamerismo, una illusione ottica per cui due colori con una distribuzione spettrale differente sotto una certa luce sembrano uguali, sotto un'altra diversi. Si procura una Lampada di Wood con una lunghezza d'onda di 365 nm – che emette una luce ultravioletta non direttamente visibile all'occhio umano e che provoca effetti di fluorescenza e fosforescenza sui diversi materiali, in questa caso sui pigmenti usati dall'artista - e comincia a dipingere di sera, quando la luce diurna non filtra nello studio e non interferisce con i suoi esperimenti. Mario Agrifoglio verifica in che modo si comportano i colori delle sue composizioni se osservati con la luce diurna o neutra, o se osservati con la luce nera e, tramite numerosissime prove, analizzando colore per colore, mescolanza per mescolanza, ottiene opere di un affascinante mutevole cromatismo.

Un equilibrio dinamico
003-AGRIFOGLIO-N-101Le sue numerose composizioni presentano delle costanti: il formato è generalmente quadrato, i pigmenti sono stesi per stratificazione con una tecnica mista che non ha mai rivelato, i soggetti sono astratte campiture di colore poste in un bilanciamento attivo che mantengono sotto le due diverse illuminazioni, pur mutando la percezione delle gradazioni. Nei primi lavori, come Interferenze (1971, cm. 60 x 80), Opera 173 (1972, cm. 60 x 70), Opera 269 (1973, 70 x 60) il colore è steso con pennellate ancora visibili; mentre nei lavori successivi, a cominciare da Opera 74 (1974, cm. 70 x 60), le stesure diventano perfettamente piatte e omogenee e le composizioni si arricchiscono con compenetrazioni geometriche. Per esempio Opera 1018e (1977, cm. 60 x 60) mostra un avanzamento obliquo e decrescente di forme quadrate inserite l'una nell'altra e disposte su un fondo a righe, i cui colori partono dal blu indaco del quadrato nella parte inferiore del dipinto e, attraverso una successione che trascolora dai toni freddi a quelli caldi, giungono al giallo del quadrato posto nella parte superiore, mentre le righe oblique che tagliano il fondo del dipinto seguono la progressione inversa.
Nella sua versione sotto luce UV i colori acquistano luminescenza e qualche gradazione muta completamente, come, tra gli altri il giallo freddo che diventa verde menta, l'arancione che muta in giallo primario e il rosso in nero, mantenendo un reciproca tensione compositiva.

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"Convergenze".

Mario Agrifoglio chiama la sua ricerca Compensazionismo analitico condizionato, a voler sottolineare lo studio compositivo dei rapporti cromatici e formali, e divide le sue opere in: Wconvergenza o Wdivergenza secondo il comportamento dei colori. Il suo pensiero pittorico procede per meticolose sperimentazioni e indagini dei fenomeni percettivi, fondendo nella sua ricerca arte, scienza e tecnica. Tra le prime ricordo Convergenze (1982, cm. 80 x 80), in cui una disposizione circolare di forme ortogonali in tonalità calde compenetrate con effetti trasparenza cromatica su fondo blu, con la Lampada di Wood si trasformano nei colori e nei loro pesi ma mantengono le stesse forme, tra le seconde ricordo Realtà fisica apparente (1986, cm. 90 x 90) che mostra con la luce UV un prima cerchio invisibile, così come in Composizione di analisi introspettiva B-A (1992, cm. 90 x 90).

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"Convergenze".

Appassionato intellettuale, filosofo e scienziato pubblica le sue riflessioni per dimostrare come tutto ciò che esiste nell'universo origini da due energie primarie, come sostenuto dal Taoismo, assunto che nella sua opera pittorica rappresenta nell'opposizione complementare tra tonalità calde e fredde e tra la luce bianca e luce nera, dalla cui unione scaturisce la varietà nella trascolorazione dinamica: Compensazionismo: aldilà del tempo e oltre la materia (1995), I falsi paradossi della fisica, La ragione dell'essere. Dalle lacune di alcune teorie scientifiche vigenti alle tante storie sull'origine del mondo (1995) e Da Galilei ad Einstein. Fra scienza e scientismo (2011).
Oggi la scienza ha permesso un assortimento anche domestico di Lampade di Wood e la creazione di speciali pigmenti incolori che appaiono colorati e luminescenti se illuminati con UV, permettendo una varietà di sperimentazioni. Tecnologia che Mario Agrifoglio ha indagato ai suoi albori, alla ricerca di quelle leggi percettive del colore che lo trasformano nel passaggio da una illuminazione all'altra, da vero precursore.