Blek le Rat: i colori della street art

Dai muri delle città alle Gallerie di arte contemporanea

Blek le Rat: i colori della street art

La galleria Wunderkammern inaugura il suo secondo spazio aprendo dopo Roma una sede a Milano, con la mostra dedicata all'artista francese Blek le Rat: uno dei pionieri della street art i cui lavori sono presenti sui muri di tante città del mondo e oggi anche nelle Gallerie con lavori su pannelli di legno, tele, serigrafie e fotografie

Le nostre città sono deturpate da scritte, tags, graffiti, interventi più o meno discutibili e quasi sempre illegali, ma anche da opere di artisti che lavorano a “cielo aperto” per far fruire i loro lavori anche da chi non si recherebbe mai in una galleria o in un museo; ultimamente il mercato dell'arte ha rivolto la sua attenzione agli autori più interessanti e l'arte urbana è passata dalla strada alle Gallerie e ai Musei. Tra chi ha raggiunto un successo internazionale c'è il francese Xavier Prou, in arte Blek le Rat.

Dall'Accademia alla strada
Xavier Prou nasce a Parigi nel 1951, studia pittura, incisione, litografia e serigrafia all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts. Inizia a esporre acqueforti e serigrafie e nel frattempo lavora come insegnante di liceo.
002-BlakleRat-stencilNel 1981 inizia a fare graffiti sui muri del 14° Arrondissement di Parigi insieme all'amico Gérard, usando la tecnica dello stencil (che consiste nel colorare la forma desiderata ritagliata al negativo in una maschera) e scegliendo come soggetto la sagoma di grossi ratti, perché, dice l'artista: «Il topo è l'unico animale libero in città (…) e diffonde la peste in tutto il mondo, proprio come l'arte di strada (…) Inoltre volevo ricordare a tutti che la loro bella e romantica città ospitava più ratti che persone».
Nel 1983 si separa dall'amico e prende il nome di Blek le Rat (Rat è l'anagramma di Art) ispirato al fumetto delle letture della sua giovinezza Blek le Rock. Dai ratti inseriti nei dipinti e sui muri della città passa presto a ritrarre figure a grandezza naturale e per questo viene considerato uno dei pionieri della street art; i suoi personaggi sono celebrità, persone comuni, senzatetto. Dopo essere stato arrestato nel 1991 prepara a stencil dei poster che poi incolla velocemente sul muro.

Il nero fotomeccanico
La mostra è intitolata Propaganda per sottolineare come la street art sia un'arte di divulgazione e diffusione di idee e ideologie, esposta nelle strade e nelle periferie delle metropoli, ma la sua solida formazione artistica è testimoniata dalla presenza di due quadri storici, dipinti a olio con la tecnica tradizionale nel 1987: Michelangelo with rats (dalla michelangiolesca Deposizione di Cristo nel sepolcro) e Raffaello with rats infestati dalle sagome di ratti.

"The Man Who Walks Through The Walls".

"The Man Who Walks Through The Walls".

Altre opere sono state create apposta per l'occasione, con degli stencil che l'hanno reso famoso, perché questa tecnica consente di usare le maschere innumerevoli volte, replicando gli interventi in diversi contesti, con quella ripetizione teorizzata dal filosofo Walter Benjamin nel 1936 e resa comune dalla Pop Art. Blek le Rat tratteggia con la vernice nera le parti scure della silhouette, come nella tecnica della fotomeccanica i cui contrasti netti sono privi di tonalità intermedie, ottenendo una tridimensionalità semplice ed efficace; a volte interviene con altri colori, o accostando due sagome uguali ma di colore diverso, oppure dipingendo alcune parti - come delle scritte o dei particolari - in colori contrastanti, o lavorando su un fondo colorato, che sia un muro con vecchi graffiti o il fondo di una tela o di una struttura lignea da lui preparata, raramente con una stesura piatta, quasi sempre con miscugli informali che ricordano i muri delle metropoli. Molti soggetti sono attinti dall'arte italiana, tra i lavori presentati in Galleria troviamo alcune varianti del Davide michelangiolesco: David sur palissade (2016) è incollato su uno steccato di assi verticali di legno, reso più realistico da un frammento di manifesto, accanto a una figura femminile classica realizzata con la sanguigna, che sta facendosi un selfie. David sur fond clair (2016) è invece incollato su una tela dipinta con acrilici sfumati dall'ocra chiaro al celeste e al verde salvia. Quattro sculture che lo rappresentano con mitra e ratto, David sculpture (2013), sono in bronzo dorato con foglia d'oro a 24 carati, di cui due ricoperte da vernice nera e colate di colore acrilico bianco rosso e verde.

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"Mona Lisa with spray can".

L'icona della bomboletta spray
I colori nazionali tornano come i tocchi di bianco rosso e blu presenti in alcune versioni della Gioconda con la bomboletta in mano: in Mona Lisa with spray can (2016) la sagoma nera della misteriosa dama leonardesca che regge in mano una bomboletta spray di colore rosso, si intravede su un fondo scuro coperto da macchie blu che sembrano un pizzo cromatico. Anche Lady Madonna (2012), la riproposizione della Madonna con Bambino di Raffaello dipinta con manto nero e aureola d'oro su un fondo di legno e calcestruzzo rosso sangue, mostra al Bambino Gesù una bomboletta spray invece della Bibbia.

Immagini pop
I ratti scompaiono dalla versione scurissima dell'Ultima cena leonardesca, La Cène del Leonardo (2009), in cui Blek le Rat si autoritrae al centro del tavolo, incorniciato dal blu delle tre finestre, forse una citazione delle serigrafie di Andy Warhol. In Judith (da Il Ritorno di Giuditta a Betulia di Botticelli) Giuditta si taglia leggiadra su uno sfondo azzurro-cielo e rosso come la sagoma di una città o di un paesaggio, con un uccellino sulla mano.

"Sweet Dreams".

"Sweet Dreams".

Mentre nei dolci sogni di Sweet Dreams (with wings, red), del 2015, una bambina in tutù con ampie ali ci osserva da fondo dipinto con pennellate informali a prevalenza rossa. Infine nel nuovo adattamento di Walks Through The Walls, disseminato da sui muri di diversi Paesi, qui intitolato The Man Who Walks Through The Walls (L'uomo che cammina attraverso i muri, 2016), Blek le Rat ha aggiunto sulle due grandi valigie che regge in mano nell'una la bandiera tricolore italiana e nell'altra lo stemma di Milano.
E poiché quando si entra nel mercato dell'arte non si butta via niente, la Galleria presenta anche alcune matrici degli stencil.

Per saperne di più:
http://www.color-and-colors.it