Nicola de Maria: i colori della beatitudine

A Milano la mostra "Coloris gaudium"

Nicola de Maria: i colori della beatitudine

La Galleria San Fedele di Milano rende omaggio a Nicola De Maria, con una mostra che permette di ripercorrere alcune tappe fondamentali del suo percorso artistico attraverso un gruppo di lavori appartenenti a periodi diversi. I Gesuiti gli hanno anche chiesto due interventi per la loro cinquecentesca chiesa omonima

Nella cinquecentesca chiesa milanese di Santa Maria della Scala in San Fedele si possono ammirare in permanenza due importanti lavori realizzati da Nicola De Maria, che si vanno ad aggiungere alla raccolta di opere di arte contemporanea Itinerari di arte e fede, ideata da padre Andrea Dall'Asta e da Don Umberto Bordoni. Contestualmente la Galleria d'Arte San Fedele ha ospitato un gruppo di opere recenti, per lo più inedite, nella mostra Coloris Gaudium (La gioia del colore), titolo che ben descrive la cromaticità gaudiosa di intensa natura spirituale che caratterizza il percorso unico di questo maestro del colore, nominato commendatore nel 2012 dal Presidente Giorgio Napolitano.

Il colore religioso
Nicola De Maria, nasce a Foglianise (BN) nel 1954, inizia a lavorare come fotografo, poi si trasferisce a Torino dove si iscrive alla Facoltà di Medicina, proseguendo gli studi di specializzazione in Neurologia. Come altri importanti artisti sceglie di non esercitare la professione per dedicarsi dal 1975 a una prolifica e intensa attività artistica, che si distingue subito dalle correnti coeve. Quando nel 1980 il critico Achille Bonito Oliva fonda il movimento della 'Transavanguardia', che teorizza il ritorno alla manualità della pittura riunendo attorno a sé alcuni artisti, Nicola De Maria per un certo periodo ne condivide il percorso, distaccandosi alla fine del decennio, quando la sua ricerca artistica e spirituale si definisce in modo ancor più esplicito, trasformando ogni segno iconico del suo linguaggio astratto nella manifestazione cromatica di una preghiera religiosa e poetica.

Il colore solare

Foto opere di Nicola De Maria per una mostra e un catalogo in galleria San Fedele

"Universo senza bombe" (1984-2002).

L'artista stesso si definisce "Uno che scrive poesie con le mani piene di colori" e dichiara che le sue opere sono un inno alla gioia e al divino: «I miei disegni», racconta ad Andrea Rodi «sono bandiere della gioia e della forza. Suonano le campane, fugge l’infelicità dal mondo. I miei disegni sono fiori magici, usignoli "fatati». Visitare una sua mostra significa sentirsi realmente pervasi dalla gioia e dall'esultanza del cromatismo intenso, luminoso e suggestivo che prorompe dalla tela, dalla parete, dall'architettura dipinta e che canta la bellezza di un creato lieto e sublime, descritto anche nei titoli delle opere, come: Angeli custodi. L'Amore divino (1990), Libertàaaa (1998), Meraviglia, Stupore, Amore (2010), Universo senza bombe (1984-2002), Santissima Trinità (2011), Gloria (2015).

L'arte, una rivoluzione emotiva

Foto opere di Nicola De Maria per una mostra e un catalogo in galleria San Fedele

"Testa orfica" (1990).

Scrive De Maria nel 2006: “L'arte è la rivoluzione emotiva che regala ricchezza in ogni nuovo dipinto. Così viene creata una nuova opera per uomini e donne coraggiosi, fatta da sé, per sé, utile a tutti nel nome dell'incanto e dell'invenzione, affinché armonia, pace e bellezza, attraversando la felicità e il dolore si impadroniscano di tutto l'Universo”.
I lavori esposti nella Galleria San Fedele contemplano diversi formati; tra questi un piccolo astro rotondo suddiviso in settori irregolari in cui un raggio di luce giallo-cromo è circondato da rosso-lacca e blu-oltremare, su un rilievo di un intenso blu-ceruleo. Alcune tele sono superiori a tre metri di larghezza, come: Universo senza bombe. Astri fatati proteggono la Vita. Regno dei fiori con l'intimità delle anime (2003-2004), in cui De Maria distribuisce grafismi iconici di stelle e fiori su irregolari pennellate orizzontali giallo-zafferano, arancio-ambra, rosso-fuoco, verde-erba e blu-indaco, radiosi come un rigoglioso giardino.

Foto opere di Nicola De Maria per una mostra e un catalogo in galleria San Fedele

"Spazio vissuto infinito" (2013).

Testa orfica (1990) (a destra) frammenta invece la tela in un incastro di triangoli irregolari, il cui sottile profilo bianco crea un andamento sinuoso; la prevalenza del giallo-sole accoglie le altre tonalità animandosi con dinamici contrappunti luminosi. È al contrario composta da campiture piatte di colore, convergenti asimmetricamente verso il centro verticale, Testa dell'artista cosmico milanese (2014), in cui si fronteggiano un giallo Van Gogh e un verde Matisse, sostenuti da un trapezio rosso-pompeiano e da un cielo rosso-vermiglio attraversato da una punta blu-Della Robbia: una composizione calma e dinamica, radiosa ed equilibrata i cui i timbri cromatici contrapposti creano una musicalità armoniosa.
È infine notturno il verticale cielo blu-cobalto di Spazio vissuto infinito (2013), illuminato dal profilo bianco di stelle, fiori e puntini e animato da piccoli astri circolari colorati a settori; in alto un piccola pittura orizzontale rossa e gialla 'firma' il quadro.
Infine nella chiesa di San Fedele si possono ammirare i due interventi di De Maria. Nell'intervista rilasciata ad Andrea dall'Asta, l'artista ha detto: «I colori per me sono sovrani, mi dettano la loro legge di armonia, e io sono l’esecutore di un disegno superiore. Mi sento lo strumento di un impegno chiamato ad accrescere l’armonia nel mondo, aumentandone la vita. (...)

Foto della due opere realizzate da Nicola De Maria nella chiesta di San Fedele.

"Gerusalemme celeste" (2015). Le foto sono di Luca Casonato.

Qual è la funzione dei colori? Essi suscitano scosse emotive, a tal punto che mi sento talvolta come un artificiere che non può lavorare tutti i giorni con l’esplosivo, ma deve pensare, meditare, pregare. L’opera d’arte è un esplosivo segreto da disinnescare e da rendere visibile a tutti. Questo è il mio».
La sua Gerusalemme Celeste, sulla cupola del sacello dell'altare maggiore, è il luogo della festa, della gioia e della comunione, rappresentato come un astro circolare diviso in spicchi dinamicamente asimmetrici, dove il rosso-fuoco confina con il giallo-cromo, il blu-violaceo e un intenso verde-Veronese su un fondo azzurro-lapislazzuli come i cieli giotteschi, componendo un turbine cosmico di smagliante sonorità. Sull’architrave laterale destro del presbiterio il monogramma greco per Gesù, IHS (Iesus Hominum Salvator) in rosso-scarlatto su fondo chiaro, è dipinto su un cielo blu-mariano disseminato di stelle e circondato dal mistero trinitario sotto forma di tre sfere policrome. Opere, quelle di De Maria, che sono una gioia per gli occhi e per lo spirito.